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Lunedì, 03 Dicembre 2018 09:34

La coabitazione tra uomo e robot nella lectio magistralis del prof. Guglielmelli premiato a Palazzo dei Bruzi come ambasciatore della conoscenza

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Alessandra De Rosa, Eugenio Guglielmelli e Pierluigi Caputo Alessandra De Rosa, Eugenio Guglielmelli e Pierluigi Caputo

Quel che veniva preconizzato in film di fantascienza di culto come “Il mondo dei robot” di Michael Crichton o in “Blade runner” di Ridley Scott non è più tanto distante dalla realtà, specie se a far capire che ci stiamo dirigendo verso una società sempre più tecnologizzata ed avviata sul percorso dell’automazione, dove sarà sempre più possibile immaginare una coabitazione tra uomo e macchina, è uno tra i ricercatori più apprezzati nel campo della robotica e della biomedica, il prof. Eugenio Guglielmelli, oggi prorettore alla ricerca dell’Università Campus Biomedico di Roma.

Al prof.Guglielmelli, che è nato a Cosenza 53 anni fa e che si è diplomato al Liceo Fermi nel 1983 prima di proseguire i suoi studi universitari a Pisa, città dove ha mosso i primi passi da ricercatore, l’Amministrazione comunale ha consegnato, nel corso di una cerimonia svoltasi nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, il riconoscimento di ambasciatore della conoscenza, per l’inestimabile valore, umano e sociale, della sua attività accademica e di ricerca.

A consegnargli il riconoscimento, il Presidente del Consiglio comunale Pierluigi Caputo e la vice Presidente dell’assemblea di Palazzo dei Bruzi, Alessandra De Rosa, anche presidente della Commissione cultura di Palazzo dei Bruzi. Impossibilitato a presenziare, perché trattenuto da impegni istituzionali fuori città, il Sindaco Mario Occhiuto. La serata è stata introdotta dalla portavoce del Sindaco, Iole Perito che ha coordinato i lavori. In sala una nutrita rappresentanza di studenti delle scuole superiori della città (Liceo Scientifico “Fermi”, Liceo Classico “Bernardino Telesio”, con gli studenti dell’indirizzo biomedico, l’Istituto tecnico “Monaco” e l’Istituto “Nitti” dove è attivo un corso di biotecnologie sanitarie) e i quadri direttivi dell’Associazione Amici del Campus Biomedico”, con in testa la Presidente Rossella Perricone, che hanno voluto fortemente l’iniziativa incontrando la piena disponibilità dell’Amministrazione comunale.

A dare il benvenuto al prof. Guglielmelli è stato il Presidente del Consiglio comunale Pierluigi Caputo che ha ringraziato il ricercatore cosentino per tutto quello che fa per la nazione, ma anche per la comunità internazionale “per il miglioramento della nostra società”. Quando prende la parola, il prorettore del Campus Biomedico, dice di provare un’emozione incredibile per la sala gremita. Il suo nostos per il prof. Eugenio Guglielmelli ha il sapore di un piacevole ritorno tra la sua gente.

“Mi aiuterà - dice - ancora di più quando sarò in giro per il mondo” dove le sue ricerche e le conferenze che tiene in ogni dove lo conducono sempre più spesso da quando è universalmente riconosciuto come un’autentica autorità nel campo della ingegneria biomedica e della robotica. Orgoglioso della sua città, ricorda il recente primato che Cosenza ha conquistato per la sostenibilità e si dice disponibile a mettersi in gioco per collaborazioni con le scuole e con “gli atenei di alto profilo della Calabria con cui è possibile sviluppare collaborazioni ancora più salde”.

E’ fiero di aver avuto nel prof.Paolo Dario, alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il suo mentore, vero e proprio pioniere della robotica che proprio mercoledì scorso ha ricevuto la laurea honoris causa in ingegneria biomedica al Campus Biomedico di Roma, in occasione del venticinquesimo anno dalla fondazione.

Gli anni trascorsi a Pisa, il prof. Guglielmelli li ricorda con particolare trasporto, ritenendoli importantissimi per la sua formazione. E’ lì che colui che sarebbe diventato uno dei ricercatori più importanti d’Italia nel campo della robotica biomedica ha avuto la fortuna di strutturarsi diventando il coordinatore di network nazionali di diversi poli di ricerca nati a seguito della riconversione della zona industriale di Pontedera, quando si affacciavano le prime macchine per assistere persone a letto o quando cominciavano a sperimentarsi i primi imboccatori da pasto a tavola per chi non era autosufficiente.

Nel 2003 raccoglierà poi la sfida del Campus Biomedico di Roma che lo ha visto impegnarsi negli ultimi 15 anni in un’attività di potenziamento delle strutture di ricerca con 400 ricercatori che “operano sotto lo stesso tetto” per cercare di dare soluzione a problemi complessi della nostra vita quotidiana. Dopo aver inquadrato i periodi del suo percorso professionale, il prof. Guglielmelli entra nel vivo della sua lectio magistralis, seguita con molto interesse dalla folta platea che affolla il salone di rappresentanza del Comune.

E disegna il cammino della robotica e delle sue prospettive. Il prorettore del Campus Biomedico espone l’evoluzione e le nuove frontiere della robotica senza voler influenzare il giudizio di chi lo ascolta, lasciando da parte ogni enfasi od enfatizzazione, ma limitandosi ad esporre ciò che sta accadendo. “I robot escono dalle fabbriche e le fabbriche hanno bisogno dei robot. Oltre il 99,99% dell’efficienza nelle industrie è da ascrivere ai robot, capaci di produrre per 40 mila ore di lavoro ininterrotto (traguardi inarrivabili per l’uomo)”. Per il prof. Guglielmelli “la robotica industriale in Italia è un patrimonio da difendere”.

E poi c’è la robotica di servizio, come ad esempio quella che sviluppa soluzioni in grado di scavare più in fretta possibile tra le macerie di un terremoto per la localizzazione dei feriti e delle persone sepolte sotto le case crollate. “Lo scenario che dobbiamo avere di fronte - ha spiegato il prof. Guglielmelli nella sua lectio magistralis - è, però, quello dei cosiddetti robot cooperativi (cobots) dove l’uomo e il robot collaborano. Solo nel 5% delle azioni l’uomo può essere sostituito dai robot. Il 95% può invece essere frutto di questa cooperazione uomo-robot”. E’ evidente che più si va avanti nella rivoluzione tecnologica maggiori sono i rischi che si corrono. Ecco perché è importante che le tecnologie vengano dominate.

“Non bisogna - avverte Guglielmelli - prevaricare sugli aspetti negativi della tecnologia”. E nella sua qualità anche di Vice Presidente della Società Internazionale di Robotica e Automazione ammette candidamente che il punto di snodo risiede nel raggiungere quella “sicurezza collaborativa” che permette di fare interagire e coesistere gli uomini e i robot. Enormi le potenzialità indicate dal prof.Guglielmelli per le applicazioni della robotica in campo medico, in grado di mettersi al servizio della salute e di migliorare la qualità della vita. Qui il campo di operatività è veramente molto vasto ed abbraccia quella che viene definita la sanità ubiqua o sanità automatizzata. La robotica viene allora impiegata nella radioterapia, nella chirurgia, con pazienti operati con sistemi robotici, nelle biopsie nelle quali vengono utilizzati bracci robotici non invasivi e - importante conquista - nella chirurgia vertebrale di precisione dove l’intervento del robot consente di non lesionare il midollo, anche se in quest’ultimo caso si è ancora ad uno stadio sperimentale.

Nelle sue conclusioni, il prof. Guglielmelli, ha innegabilmente affermato che si va verso la società dell’automazione e che lo scenario che si apre davanti ai nostri occhi è quello di una progressiva transizione verso sistemi cyberfisici dotati di intelligenza artificiale, in grado di svolgere azioni nel mondo reale per migliorare la qualità della nostra vita sociale e lavorativa. Questo è per Eugenio Guglielmelli il tipo di approccio che può essere condiviso, anche se bisogna prestare molta attenzione alle distorsioni del sistema (le fake news) e indirizzare lo sviluppo solo su ciò che è realmente utile.

Approfittando della presenza delle scuole della città, il prof. Guglielmelli ha lanciato un messaggio finale: “occorre diffondere la cultura dell’innovazione alle nuove generazioni, educare la popolazione sulle potenzialità ed i rischi delle tecnologie, formare gli innovatori, che sono cosa diversa dai ricercatori,, promuovere e accelerare le aziende innovative, perché i robot rappresentano il nostro fattore competitivo importante”.

A chiudere la serata, la Vice Presidente del Consiglio comunale Alessandra De Rosa che ha avuto, insieme all’Associazione “Amici del Campus Bio Medico”, magna pars nell’organizzazione dell’evento. La De Rosa si è detta fiera di poter condividere con la città, i giovani e gli studenti presenti la grande soddisfazione di ascoltare il prof. Guglielmelli e di poterlo premiare come ambasciatore della conoscenza. “Il nostro illustre concittadino - ha detto Alessandra De Rosa - ha attuato, con le sue ricerche, una vera e propria rivoluzione copernicana rendendo possibile l’applicazione delle tecnologie alla medicina ed alla società civile, con il risultato di dare ad ogni persona pari dignità e la possibilità di migliorare la propria qualità della vita”.

 

 

 

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