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Lunedì, 26 Novembre 2018 09:09

La cultura perde il Maestro Franco Monaco, grazie per averci insegnato ad amare il teatro 

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Franco Monaco Franco Monaco

Il mondo della Cultura perde un grande protagonista, è scomparso all'età di 86 anni Franco Monaco, attore e regista cosentino, una vita dedicata al teatro e consacrata alle tavole del palcoscenico. Persona di grande valore umano e culturale. Una voce che pochi hanno potuto sbandierare con orgoglio e che lo ha accomunato, quanto a potenza, rigore, profondità e capacità seduttiva a quella dei grandi del teatro, come Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassman, Giulio Bosetti, senza voler per questo esagerare o istituire paragoni improponibili. 

In occasione dei suoi sessant’anni di teatro, la Commissione Cultura del Comune di Cosenza gli aveva voluto consegnare un riconoscimento per il contributo che Monaco ha dato allo sviluppo della cultura in città ponendosi, con i suoi insegnamenti, al servizio anche delle giovani generazioni. A volere fortemente Franco Monaco in Commissione Cultura fu la Vice Presidente Maria Lucente che, durante la seduta nella quale l’attore e regista fu ospite, ripercosse puntualmente buona parte del suo cursus honorum, soffermandosi anche e soprattutto sull’attività di formazione che svolse al servizio delle scuole cosentine, per una diffusione sempre più capillare del teatro negli istituti scolastici e per l’approfondimento che dedicava alla storia del teatro sotto l’aspetto didattico-educativo.

Il riconoscimento della Commissione Cultura aveva inorgoglito Franco Monaco che non aveva saputo trattenere l’emozione. “Se anche fosse stata un francobollo - aveva detto - questa targa mi avrebbe emozionato come lo sono adesso. Ho il cuore che mi batte, un cuore che ha quattro volte vent’anni”. In quell'occasione, ispirato da una poesia di Palazzeschi, Franco Monaco si definiva “il saltimbanco dell’anima mia”. La sua lunga carriera fu costellata da una totale dedizione al teatro e alla cultura.

Fondatore, nel 1954, del Gruppo Teatrale “Piccolo Teatro di Prosa Cosentino”, di cui fu anche direttore, Franco Monaco chiuse questa prima esperienza facendola confluire, nel 1969, dopo 16 anni di attività, nel “Gruppo Teatro Calabria”, di cui fu direttore e nel quale si impegnò in moltissimi lavori, sia come attore che come regista. Nel 1967, Sindaco Mario Stancati, inaugura il “Rendano” di Cosenza, dopo la ristrutturazione, con tre atti unici di Ciardullo (Michele De Marco): “Quarantuottu ‘u muortu chi parra”, ‘U suonnu di chist’uocchi”, “Vie de ‘nfiernu”.

Il Gruppo Teatro Calabria si sciolse nel 1972, ma è in quell’anno che prese il via un’altra delle esperienze più importanti dell’attività di Franco Monaco, il “Teatro Scuola”, di cui fu direttore artistico. E’ in quegli anni che incontrando il regista Rai Enrico Vincenti, avviò con lui un proficuo sodalizio artistico. Negli allestimenti cui partecipò, sia come attore che come regista, Franco Monaco si cimentò spesso con i classici e con le pagine più significative della nostra drammaturgia. Fanno parte di questa copiosissima schiera di lavori teatrali alcuni Pirandello, come “Bellavita”, “La patente”, “L’uomo dal fiore in bocca” e “Questa sera si recita a soggetto”, “Non ti conosco più” di Aldo De Benedetti, l’Antonello Capobrigante di Ghigo De Chiara, quasi un cult per quei tempi, era il 1961.

Ed è proprio De Chiara, che nel 1970, come presidente di giuria del Premio “Incontri Silani” lo premiò a Lorica con la “Giunchiglia d’oro”, come miglior giovane artista calabrese. Completano il quadro alcune messe in scena di testi del compianto Vincenzo Ziccarelli. Tra le regie più significative e che restano scolpite nella memoria, anche un recital sui personaggi femminili pirandelliani, con la grande attrice Lydia Alfonsi. E la donna torna nei lavori di Monaco. La riprova sono, con un salto temporale di quasi trent’anni, siamo nel 1999, la regia e il testo di un altro significativo spettacolo, “La donna nella poesia di Fabrizio De Andrè”.

Da ricordare anche la lunga la militanza in Rai, nella sede regionale della Calabria. Erano gli anni del pionierismo radiotelevisivo nella nostra regione, contrappuntati dai primi giornali radio trasmessi con la sua inconfondibile voce, della felice stagione dei radiodrammi e del programma “Musica a richiesta” di cui chi era bambino negli anni sessanta ha un ricordo ancora nitido, mandando a memoria non solo la voce di Monaco, ma anche quella di un’altra grande professionista della Rai calabrese, Pupa Pisani. Al tributo della commissione cultura non hanno voluto mancare alcuni suoi compagni di viaggio, accomunati a Franco Monaco dall’inguaribile passione per il teatro: la moglie Anna D’Andrea, compagna d’arte e di vita, ma anche, tra gli altri, Graziano Olivieri ed Elio Giacobini. E Franco è felice, come un bambino!

Tutta la Redazione de "LaVoceCosentina" si unisce al dolore dei familiari e degli amici del Maestro Franco Monaco. 

Ecco le testimonianze di alcuni suoi amici. 

Cesare Ferraro 

Onore ad un grande uomo, immenso professionista e magnifico artista, è scontato dire che non ci sono termini per descriverla caro Maestro! Ma è cosi, mi ha conferito tanto; cultura, personalità, senso del dovere e tante altre caratteristiche che dovrei mettere in colonna, lei ha raggiunto il suo obbiettivo sulla terra, quello di seminare bene e lo ha fatto alla grande, in tanti stiamo raccogliendo i suoi frutti, noi tutti facciamo parte di un disegno divino e lei ne è parte integrante nella vita di chi ha avuto il piacere di conoscerla! Lei mi ha preso sotto braccio quando ero ancora acerbo, avevo poco più di 15 anni, con lei che ho imparato tanto, davvero tanto…mi ricordo nelle lezioni, che partiva dal significato di una parola ed arrivava a mostrarmi un mondo. Ed io ero li ad ascoltarla e ad apprendere con tanto entusiasmo! Mi ricordo le "bacchettate" che ricevevo e tutte le volte che lei si arrabbiava, questo mi caricava perché avevo capito che lo faceva perché credeva in me, perché potevo fare di più, lei mi ha insegnato ad avere fiducia dei miei mezzi, ad essere perfezionista in tutto quello che facevo! Oggi sono quello che sono anche grazie a lei! Non potrò mai dimenticare, lei per me e molti altri continuerà a vivere per sempre! Lei è stato un esempio di vita che non potremmo mai dimenticare! Io ringrazio il Signore che ci ha fatto incrociare, buon viaggio Maestro!

Francesco Metallo

In questo momento il mio pensiero va ad una persona meravigliosa che oggi purtroppo ci ha lasciato, il Maestro Franco Monaco. Per me è stato un onore immenso averlo avuto come Maestro ma soprattutto come amico. Fu il fondatore di "Spazi sonori" associazione musicale di Cosenza dove inizia a studiare canto e poi lo ritrovai, dopo essermi laureato, grazie al mio fraterno amico Luigi. Da lì diventai suo allievo di dizione ma soprattutto di vita. Caro Maestro grazie di tutto e adesso che Lei è in Paradiso mi raccomando salutami la mamma, Luigi e le persone a me care. A lei caro Maestro il mio grazie più grande, porterò con me un ricordo magnifico, speciale e unico. Lei mi ha dato tanto, soprattutto la possibilità di conoscermi meglio e solo i grandi possono fare tutto questo. Grazie per sempre con affetto e stima il suo Francesco.

Mario Logullo 

Avevo appena letto il messaggio su Whatsapp e poi su Facebook. Non lo sentivo da una decina di giorni e proprio ieri ho saputo che,dopo l'operazione dello scorso anno, aveva avuto un peggioramento.Volevo andare a salutarlo per l'ultima volta ma non ci sono riuscito. Il grande Maestro Franco Monaco non è più fra noi. È stato un piacere averlo conosciuto, frequentato, apprezzato per tutte le sue doti umane ma soprattutto perché era un grande pilastro della comunicazione a 360 gradi. Dopo anni, ci siamo ritrovati anche insieme alla moglie, erano stati anche loro a Teleuno. Sono stato a casa sua ed abbiamo ricordato i bei tempi dell'informazione in Calabria. E' stato un immenso piacere ed un onore dedicargli uno dei capitoli del mio secondo libro. Ed è stata l'ultima volta che ci siamo incontrati, nonostante le condizioni di salute il 4 marzo scorso, non poteva mancare alla presentazione del libro. È venuto a salutare tutti, è rimasto per una mezz'ora, ha acquistato il libro ed è andato via. Mi ha detto nei giorni a seguire che era felice del successo e di aver partecipato. Ci siamo sentiti per i saluti tutti i giorni fino ad un paio di settimane fa, e poi non mi aveva risposto nemmeno ai messaggi. Avevo capito che qualcosa non andava e ieri la conferma. Oggi, purtroppo, la triste notizia della sua dipartita. Sono davvero addolorato, nonostante la differenza d'età c'era una stima profonda, un legame di quelli speciali. Per me, non solo maestro ma un "grande" in tutti i sensi. Caro amico, spero davvero che tu possa riposare in pace e le mie più sentite condoglianze a tutta la famiglia. Sentiremo tanto la tua mancanza ma il patrimonio culturale, umano e non solo che hai lasciato, ci aiuterà a superare questo momento di grande tristezza e ci accompagnerà per sempre.

Alessandra Chiarello

Ricordo che la prima volta che sono entrata nel tuo studio, ho pensato che se avessi chiuso gli occhi, avrei detto che l’uomo di fronte a me avesse non più di 40 anni. Conservo piacevoli, ricchi ricordi che porterò sempre nel cuore... buon viaggio Maestro Franco Monaco.

Francesco La Gamba

Ho avuto il piacere di conoscerti e di imparare da te il mestiere del teatro, ricordo le giornate passate a Vibo Valentia quando ci insegnavi i trucchi del palcoscenico, in preparazione di uno spettacolo grazie di tutto e sono convinto che ora lassù sarai un grande come lo sei stato giù. Riposa in pace caro Maestro Franco Monaco.

 

 

 

 

 

 

 

 

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