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Venerdì, 23 Novembre 2018 11:52

Per non dimenticare, 24 novembre 1959, straripa a Cosenza il fiume Crati

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Il 24 novembre del 1959 la città di Cosenza venne colpita dall’improvvisa alluvione del fiume Crati. Sull’imbrunire, una folla attonita di cittadini assistette inerme ad un nuovo e tragico straripamento del Crati. Nonostante tutte le risorse impegnate per la realizzazione degli argini e dei nuovi ponti sui due fiumi, la città fu costretta a fronteggiare un’altra imponente esondazione. Le precipitazioni a carattere eccezionale, incessanti sin dal giorno prima, con la massima piovosità nell’alto bacino del Crati, fece registrare, al Ponte di San Lorenzo, una portata di 720 metri cubi al secondo e una velocità media pari a 50 km/h.

Rotti gli argini, quello destro in Contrada Caricchio e Casa Donato e il sinistro presso le contrade Caruso e Castagna, straripato sulle altre barriere di contenimento esistenti a monte e all’interno della città, il Fiume Crati in piena si riversò a destra nei quartieri posti alle pendici di Colle Triglio, e, a sinistra, lungo il Pancrazio, tra le piazze dello Spirito Santo e dei Valdesi, distruggendo per intero il mercato popolare di Lungo Crati Luigi De Seta e danneggiando l’allora Jolly Hotel. Il livello delle correnti superò, in alcuni punti, di oltre due metri quello delle strade.

Molto ingenti furono i danni arrecati alle abitazioni, ai negozi e alle botteghe delle vie rionali, invasi da uno spesso strato di fango e da enormi tronchi d’albero. Molte famiglie e diverse attività commerciali rimasero seriamente colpite. Abitazioni inagibili e attività distrutte. Cominciò così una prima ondata di spopolamento del centro storico di Cosenza.

 

 

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