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Giovedì, 22 Novembre 2018 08:20

Opere pubbliche, cemento depotenziato, materiale scadente, rifiuti e criminalità, un intruglio sempre più esplosivo

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Negli anni che verranno molte saranno le strade, i ponti, i muri di sostegno e tante altre opere pubbliche che dimostreranno segni di logoramento precoce e preoccupanti segni di decadenza anche di natura strutturale. E tutto ciò sarà semplicemente il frutto malato del grande tumore della società italiana che si condensa in due sole parole "illegalità diffusa". Quell'illegalità diffusa che ha fatto della corruzione l'unica grande regola che caratterizza gran parte delle opere pubbliche oramai da tanti anni.

L'utilizzo di materiale scadente, il cemento e gli inerti spesso e sovente prodotto da aziende in odor di mafia che ottengono subappalti e forniture da aziende appaltatrici su scala nazionale sono fatti risaputi, soprattutto nel mezzogiorno dove i silos di produzione degli inerti sono da decenni quasi un monopolio delle organizzazioni criminali che controllano il territorio. Il connubio fra pubblica amministrazione, casta politica, imprese in odor di mafia è un connubio ed un intruglio esplosivo che ha condizionato e condiziona il nostro Paese da anni ed anni. Perché meravigliarsi di alcune inchieste che illustrano chiaramente un sistema che tutti conoscono.

Un "sistema" collaudato, oliato ed accettato da tutti. Il "Sistema" Paese di una nazione non più fondata sul lavoro per come si afferma nell'art. 1 della Costituzione ma di una nazione fondata sulla "corruzione". Se si potesse indagare sulla costruzione di viadotti, strade e tante opere pubbliche si potrebbe accertare anche l'uso smodato di rifiuti e sostanze inquinanti che sono state utilizzate per misture cementizie, per aree di riempimento stradale e per tante altre necessità di costruzione. Questa è l'Italia che è stata costruita negli anni della corruzione diffusa, negli anni della casta politica che si finanziava con i flussi di tangenti, mai sopite e mai debellate, negli anni dell'infiltrazione dell'economia illegale in quella legale.

Il settore degli appalti pubblici storicamente ha sempre rappresentato l'humus nel quale la "mafia imprenditrice" ha dato il meglio di se. In questo contesto si è riusciti a consegnare alle nuove generazioni un Paese fragile, un Paese pericoloso dove molte opere pubbliche rappresenteranno un serio problema da risolvere ed affrontare con decisionismo e prontezza. In un tale scenario le nuove generazioni pagheranno un costo che gli verrà ereditato da un periodo di corruzione dilagante ed ambientale dal quale sarà sempre più difficile poterne uscire.


Redazione

 

 

 

 

 

 

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