Menu

IL ROMANZO CRIMINALE COSENTINO (Ottava puntata)

Dario e Nicola Notargiacomo Dario e Nicola Notargiacomo

Il periodo storico che dal 1986 giunge sino al 1994, pur registrando alcuni episodi criminali che portarono a feroci esecuzioni, si contraddistingue comune per la pace sopraggiunta fra i clan in lotta ed è anche il periodo che corrisponde ad una forte ascesa del mondo criminale verso quel nuovo modello criminale che segna una forte evoluzione ed una vera e propria trasformazione del fenomeno. Quello del passaggio di una criminalità spietata e subito pronta all'azione delittuosa ad una organizzazione che tende più alla ricerca della pace e che mira ad entrare con forza e determinazione nel tessuto economico ed imprenditoriale della zona che ogni gruppo controlla sia da gruppo autonomo che da gruppi confederati ed uniti dal vincolo della spartizione degli affari. Vincoli determinati da accordi da rispettare. E' l'evoluzione della mafia imprenditrice o della “economafia” che tende ad inserirsi in tutti gli affari più lucrosi.

Dalla gestione dei subappalti da concordare con le grandi imprese del Nord che, vincendo gli appalti pubblici più importanti in Calabria, già sapevano di dover destinare una quota al pagamento di tangenti e di dover stipulare contratti di subappalti nell'ambito di imprese segnalate dai clan. E' il periodo nel quale ci si infiltra nei lavori di adeguamento ed ammodernamento dell'Autostrada Salerno - Reggio Calabria. E chi agiva in proprio o turbava tali equilibri era punito con la morte. Come avvenne nel caso di Pino Chiappetta, imprenditore edile e consigliere comunale della Dc al Comune di Rende vicino alla componente del compianto On. Vito Napoli, referente della componente Forze Nuove della Dc, freddato dinanzi a decine di testimoni l'8 ottobre 1990 mentre giocava a carte in un circolo ricreativo. Titolava il quotidiano “L'Unità” nell'edizione del 10 ottobre “La pista degli appalti pubblici per il delitto di Rende”.

Un delitto eclatante e plateale che lanciò un messaggio ben chiaro, quello che nessuno può intromettersi negli affari. Solo qualche anno dopo con l'avvento del pentitismo di massa avviato nel 1995 si chiarirono vari aspetti del delitto oltre alla confessione di alcuni esecutori dello stesso, divenuti poi collaboratori di giustizia. E agli inizi degli anni '90 altri avvenimenti caratterizzarono il romanzo criminale cosentino. Il 5 maggio 1991 vennero barbaramente uccisi in pieno centro cittadino Antonio De Luca e la madre Luigina De Luca. A tale duplice omicidio seguì una feroce vendetta che determinò la morte di Francesco Pagano, reo di essere il fratello di uno dei presunti esecutori del duplice delitto, nel frattempo recluso per altre vicende, Lucio Bassano e Giovanni Leanza, per come verrà raccontato da diversi collaboratori di giustizia.

Nel 1991 si registrò anche l'omicidio di Antonio Paese. A seguito dell'omicidio di Paese, nello stesso anno, scattò un regolamento di conti che costò la vita ad un giovanissimo Francesco Bruni che non era neanche maggiorenne. Nel 1992 seguiranno altri omicidi, epilogo tragico di sgarri dei rigidi codici delle organizzazioni criminali. Ma i primi anni '90 sono anche gli anni in cui soprattutto il boss Franco Pino assume sempre più connotazioni imprenditoriali. Racconterà da pentito “Arrivato a un certo punto, io facevo solo le estorsioni. Le rapine non mi interessavano più. Io mi occupavo di appalti e subappalti. Ormai per me era diventato un lavoro lecito, tra l'altro non avevo bisogno di fare attentati diretti per fare o trovare degli agganci. Estorsioni e subappalti erano una cosa unica. All'inizio è cominciato come estorsione, quando ancora eravamo crudi e non capivamo com'era il sistema. Per esempio c'era la ditta X che lavorava in Provincia di Cosenza, ci presentavamo e gli dicevamo: “Tu ci devi dare tanto”.

A quello gli conveniva, in fin dei conti per lui era un affare perché a noi ci liquidava con quattro lire. Magari su un lavoro di dodici miliardi a noi il direttore dei lavori ci liquidava con cinquanta milioni. Ma il direttore dei lavori, all'impresa madre, all'impresa appaltatrice,... magari riportava 800 milioni di conto...". "Poi ho ho cominciato a capire il sistema... e i fatti me li andavo a ragionare a Roma. Prima che il lavoro arrivasse a Cosenza, io sapevo già da Roma a chi era destinato, sapevo l'importo, quanto prendeva il politico..., sapevo che a nome di tizio figurava una ditta e lui non aveva neanche un camion. Quando ho imparato tutte queste cose, non c'era più bisogno di litigare. E vi posso dire una cosa: tutti i politici che si sono presi i soldi e si sono arricchiti ora sono commendatori, ingegneri, direttori, ministri e onorevoli,l'unico, o uno dei pochi a pagare sono io. Però mi sta bene, non è questo il problema”.

In queste affermazioni si evince con chiarezza quel fenomeno di evoluzione imprenditoriale che segna un nuovo modello criminale ben lontano dalle bande di quartiere formate da tanti giovani che cresciuti insieme nel falso mito del gangster dalla vita dannata ma affascinante si sono ritrovati poi a combattere nei primi anni ottanta una assurda guerra di mafia che ha seminato tanti morti giovani e giovanissimi che sono caduti anche perché avevano mitizzato personaggi che, dopo il blitz consumato alle prime luci dell'alba del 10 ottobre 1994 denominato “operazione Garden” e che portò all'emissione di 116 ordini di cattura in seguito alle dichiarazioni dei primi pentiti, Roberto Pagano ed i fratelli Notargiacomo, preferirono la strada del pentitismo che a Cosenza assunse in poco tempo le dimensioni di un vero e proprio fenomeno di massa. Ma anche questo è parte del romanzo criminale cosentino.

Gianfranco Bonofiglio

 

 

Share/Save/Bookmark back to top

Quotidiano on line di cultura, politica, attualità, sport
In attesa di registrazione al Registro Stampa del Tribunale di Cosenza
Copyright 2017 - Tutti i diritti riservati
Direttore Responsabile: Bonofiglio Francesco (detto Gianfranco)
Direzione e Redazione: Via G. Rossini, 37 - 87036 Rende (Cosenza) - Italia
L'autore del sito non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Chi siamo | Politica dei Cookie | Editoriali | Note Legali | Pubblicità |Web Mail | Mappa del Sito |                                     La Voce Cosentina © - Tutti i diritti riservati - Powered by 

Il presente sito fa uso di cookie che consentono di fornire una migliore esperienza di navigazione