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Mercoledì, 31 Ottobre 2018 09:36

Una famiglia italiana su 5 in crisi per spesa imprevista da 1000 euro

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Una spesa imprevista di 1000 euro mette in crisi oggi una famiglia italiana su 5. E se la spesa imprevista fosse di 10.000 euro (ossia un furto d'auto, una complessa operazione dentistica, la sistemazione di un tetto o una cartella esattoriale non attesa), potrebbe farvi fronte con le sole proprie forze appena poco più di una famiglia su 3 (il 36%, 2 punti percentuali in più rispetto al 2017). È quanto mette in evidenza il Rapporto sul risparmio curato da Ipsos per Acri, che evidenzia come aumentino sia le famiglie in grado di avere almeno 10.000 euro da parte, sia quelle in maggiore difficoltà.

In generale aumenta la propensione al risparmio dei nostri cittadini ma cresce l'incertezza. Secondo l'indagine la propensione al risparmio resta alta (86% come l'anno precedente) ma ben il 38% "non vive tranquillo se non mette da parte dei risparmi (+1 sul 2017)". Il 39% delle famiglie afferma di essere riuscito effettivamente a risparmiare (+2 punti percentuali sul 2017). Gli italiani continuano a preferire la liquidità, sebbene la preferenza cali al 62% dal 67% del 2017, ma se devono puntare i propri soldi a prevalere è l'amore per il mattone. Secondo l'indagine aumenta chi desidera investire una parte minoritaria dei propri risparmi, che passa dal 22% al 26%.

Costanti coloro che ne investono la maggior parte (7%), mentre il 5% non si esprime.Rispetto al 2017 la situazione è sostanzialmente costante: stabile la quota dei possessori di certificati di deposito e di obbligazioni (8%, come l'anno passato), di assicurazioni sulla vita/fondi pensione (25%, come nel 2017), di buoni postali (10%, come nel 2017), mentre calano lievemente i fondi di investimento (12%, -1 punto percentuale rispetto al 2017) e diminuiscono i libretti di risparmio (18%, -5 punti) e il numero di correntisti (81%, -3 punti).

Sembra che l'investimento ideale, per gli italiani, non esista più: il 30% ritiene che proprio non ci sia (in lieve calo, -3 punti rispetto al 2017), il 32% lo indica negli immobili (+1 punto sul 2017), il 31% negli investimenti finanziari reputati più sicuri (+2 punti rispetto al 2017). Ultimi, con il 7%, sono coloro che indicano come ideali gli strumenti finanziari più rischiosi (stabili rispetto all'anno passato).

 

 

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