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Martedì, 30 Ottobre 2018 07:58

Cosenza, il Procuratore capo, Dott. Mario Spagnuolo "la città galleggia sulla droga, è un problema sociale, non basta la repressione"

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Mario Spagnuolo Mario Spagnuolo

Ennesima operazione antidroga che conferma come il fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti a Cosenza sia in continuo aumento. Ben tredici sono state le ordinanze di misure cautelare emesse dalla Procura cittadina. L'indagine è stata avviata nel dicembre 2016 in seguito al decesso per overdose avvenuto nel quartiere Rivocati di una 37enne di origine sarda. L'indagine e gli arresti hanno interessato soprattutto il centro storico di Cosenza, notoriamente luogo di spaccio e consumo. Nell'ambito delle perquisizioni sono stati sequestrate eroina, cocaina ed hashish.

L'eroina, quindi, ritorna sulla scena dopo tanti anni. Per gli inquirenti che negli ultimi tempi hanno condotto numerose indagini sul fenomeno droga i luoghi di spaccio si identificherebbero principalmente in quattro aree, il centro storico, Via Popilia, Via degli Stadi e via Reggio Calabria. Per il Procuratore capo della Procura della Repubblica, Dott Mario Spagnuolo, che ha tenuto una apposita conferenza stampa per illustrare l'operazione svolta la città di Cosenza "galleggia sulla droga. E' un problema sociale, un disagio che attraversa le famiglie non distinguendo fra abbienti e meno abbienti. E’ un fenomeno diffusissimo."

"La repressione però non è sufficiente. Occorre un lavoro di prevenzione straordinario da parte delle istituzioni, dei medici, delle associazioni e della società civile. I genitori non devono rivolgersi alle Forze dell’Ordine solo quando ormai il figlio li aggredisce o li minaccia per avere il denaro per comprare la droga. Il problema va affrontato prima in modo da dare una risposta di tipo terapeutico a questi ragazzi".

"In questa indagine non ci sono minorenni, ma l’età molto giovane dei consumatori è una caratteristica - ha continuato il Procuratore Spagnuolo - tipica dell’hinterland cosentino. C’è uno spaccato che coinvolge il mondo della scuola su cui dobbiamo fare delle riflessioni. Lavoriamo con le Prefetture a cui vengono segnalati gli assuntori e la Chiesa che con i docenti di religione ha una presenza capillare negli istituti scolastici. Cerchiamo di creare professionalità specifiche nell’ascolto del disagio, non solo convegni”.

Il capo della squadra mobile di Cosenza, Dott. Fabio Catalano, ha affermato che "per ottenere tali risultati abbiamo analizzato un’enorme mole di intercettazioni". Ancora una volta Cosenza conferma il triste trend di aumento del dramma dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti ma all'intensificarsi delle azioni di repressione non corrisponde un incremento delle azioni di prevenzione e non corrisponde un aumento dell'attenzione sociale e civile da parte della comunità su un dramma che meriterebbe di ritornare al più presto al centro dell'attenzione degli attori sociali, civili e politici dell'intera comunità.


Redazione

 

 

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