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Giovedì, 25 Ottobre 2018 07:25

Desiree: polizia ferma due persone, entrambi senegalesi, irregolari in Italia

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Due persone sono state fermate dalla squadra mobile di Roma e del commissariato San Lorenzo in relazione all'omicidio di Desiree, la ragazza di 16 anni trovata morta la scorsa settimana. Si tratta di due senegalesi, irregolari in Italia, Mamadou Gara di 26 anni e Brian Minteh di 43. Entrambi sono ritenuti responsabili, in concorso con altre persone in via di identificazione, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario. La giovane è stata drogata e poi abusata sessualmente quando era in uno stato di incoscienza.

A confermarlo sono le indagini condotte dalla squadra mobile di Roma e dal commissariato San Lorenzo. L'attività, svolta sotto il coordinamento della Procura, ha accertato che i fermati, insieme con altre persone, hanno somministrato stupefacenti alla minore il pomeriggio del 18 ottobre in modo da ridurla in stato di incoscienza e ne hanno abusato sessualmente, causando la morte avvenuta nella notte del 19 ottobre.

Secondo le indagini Desiree è stata drogata e poi abusata sessualmente quando era in uno stato di incoscienza. L'attività investigativa, svolta sotto il coordinamento della Procura, ha accertato che i fermati, insieme con altre persone, hanno somministrato stupefacenti alla minore il pomeriggio del 18 ottobre in modo da ridurla in stato di incoscienza e ne hanno abusato sessualmente, causando la morte avvenuta nella notte del 19 ottobre. Ieri contestazioni, cori a favore, fronti contrapposti. Si è trasformata in una gigantesca ressa la visita che il ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha effettuato in via dei Lucani, a Roma, per verificare di persona la situazione dell'edificio dove è stata uccisa la giovane Desirée e per rendere omaggio alla vittima.

Salvini non è riuscito ad arrivare di fronte al cancello che chiude l'edificio dove si è consumato il delitto e dove già da questa mattina diverse persone hanno lasciato fiori, biglietti e lumini. Di fronte si è trovato diverse decine di attivisti dei centri sociali e dei movimenti femministi che lo hanno pesantemente contestato urlando, tra le altre cose "Sciacallo, sciacallo", "Fuori Salvini dai quartieri" e "Te ne vai o no, te ne vai sì o no?". "Il ministro Salvini non ha rinunciato alla visita nell'immobile dove ha perso la vita Desirée Mariottini: semplicemente, non poteva fare altro visto che l'edificio è sotto sequestro. Nessun cambio di programma", hanno riferito fonti del Viminale. A dare sostegno al ministro, invece, alcuni residenti del quartiere e alcuni esponenti della Lega. "Sei tutti noi, salvaci da questa giungla", ha detto una donna rivolgendosi a Salvini.

"Avrei voluto lasciare una rosa rossa se quegli imbecilli fossero stati altrove", ha detto il ministro dell'Interno. "Spero le bestie che hanno fatto questa carneficina vengano beccate nelle prossime ore". "Agli spacciatori faremo del male. Faremo rispettare le regole. A Roma ci sono altre situazioni incredibili. Vedrò di fare in un anno quello che non hanno fatto in 20". Così il ministro dell'Interno. "Tornerò con la ruspa per fare pulizia" "Tornerò, magari di sera e in incognito".

Il vicepremier ha anche sottolineato: "Da ministro mi impegno a tornare con la ruspa per fare pulizia e a parlare con i residenti". Durante il sopralluogo, Salvini ha parlato con il comitato del quartiere e ha promesso di ricontattarlo per conoscere le criticità. In questura a Roma investigatori ascoltano i testimoni In questura gli investigatori che indagano sulla morte di Desirée hanno ascoltato alcuni testimoni. Si tratta di persone, italiani, che erano nel palazzo abbandonato di via dei Lucani il giorno della morte della 16ennee i giorni precedenti. In questura anche il magistrato che coordina le indagini.

Secondo le prime ricostruzioni la ragazza era da due giorni nello stabile di via de Lucani, un ritrovo di senza fissa dimora e spaccio, e si sta cercando di capire se ci fosse andata da sola in quel palazzo fatiscente, un luogo che già aveva in passato frequentato. Sul corpo nessun segno di percosse o ferite L'autopsia ha dato le prime parziali indicazioni: ci sono segni evidenti di un rapporto sessuale, e l'analisi tecnica delle tracce ritrovate stabilirà se di uno o più persone; non ci sono segni di una morte frutto di violenza, percosse o ferite.

Si attende il risultato dell'esame tossicologico per accertare la presenza e la quantità di sostanze stupefacenti ma l'ipotesi investigativa è che la morte sia dovuta ad overdose. E la ragazza potrebbe essere stata abusata quando non era cosciente. Per questo l'indagine degli investigatori procede per violenza sessuale. Il corpo di Desirée è stato trovato la notte del 19 ottobre, alle 4.18 la segnalazione al 118 e l'allerta alla sala operativa della questura.

Quando i medici sono arrivati la ragazza era già senza vita. L'ultima telefonata di Desirée alla nonna: "Ho perso il bus" "Ho perso l'autobus, resto a Roma da un'amica". Queste le ultime parole che Desirée ha detto alla nonna materna in una telefonata il 17 ottobre scorso prima di sparire ed essere trovata morta la mattina del 19 ottobre in uno stabile abbandonato di San Lorenzo. A rivelarlo l'avvocato della famiglia della ragazza, Valerio Masci. La ragazza viveva con la madre e la nonna, e una sorella più piccola, a Cisterna di Latina.

 

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