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Mercoledì, 10 Ottobre 2018 10:47

Arrestata la ex capo dell'anticorruzione regionale, Maria Gabriella Rizzo ai domiciliari

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Aiutava sottobanco un'imprenditrice ad aggiudicarsi bandi regionali, ricevendo in cambio vacanze in resort in Toscana e in villaggio turistico, casse di vino e pranzi gratis. Perciò l'ex responsabile della Regione Calabria per la trasparenza e anti-corruzione Maria Gabriella Rizzo, di 57 anni, ora al dipartimento "Turismo, beni culturali e spettacolo", è stata arrestata e posta ai domiciliari dalla Guardia di finanza di Catanzaro per corruzione e falsità ideologica. Insieme a lei è stata arrestata ai domiciliari anche l'imprenditrice turistica vibonese Laura Miceli, di 67 anni. Dalle indagini è emerso che la dirigente comunicava all'imprenditrice informazioni non ancora divulgate su bandi non ancora pubblicati, fornendo anche attività di "consulenza".

Stando alle indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, la dirigente si incontrava in privato con l'imprenditrice e le illustrava i tempi di pubblicazione e i contenuti di bandi regionali finanziati con fondi Ue per il settore turistico. In un caso (per il quale l'imprenditrice è indagata anche per concorso in falso ideologico), Maria Gabriella Rizzo, pur sapendo che il villaggio turistico della Miceli aveva già usufruito di un contributo da 200mila euro per il "miglioramento ed ampliamento delle strutture ricettive esistenti", ha favorito la partecipazione al bando successivo (precluso alla Miceli prorio perché ne aveva già usufruito) dell'impresa che in concreto gestisce il villaggio: azienda che, benché risulti intestata a terzi, è pur sempre riconducibile alla Miceli.

E in un'altra occasione si sarebbe spesa di persona per "accontentare" la Miceli, che aveva bisogno di vedersi liquidare in fretta un Sal di oltre 130mila euro. E quando per errore la liquidazione scese a 124 mila euro, la Rizzo si sentì in dovere di spiegare all'imprenditrice che l'errore non era dipeso da lei. A fronte di questi "servigi", secondo l'accusa, Rizzo e i suoi familiari hanno ottenuto, a spese della Miceli, un soggiorno di 5 giorni a Firenze, di un soggiorno nel villaggio di Ricadi (Vibo Valentia), oltre che di diversi pranzi e donazioni di vino.

Nell'inchiesta è coinvolto anche, in concorso con la Rizzo, un ingegnere consulente esterno che è incaricato di controllare i finanziamenti regionali al turismo, per il quale la procura ha chiesto la sospensione dall'incarico di collaboratore della Regione. La sua posizione dovrà essere valutata dal giudice. L'ordinanza ai domiciliari è stato emessa dal gip Paolo Mariotti, su richiesta dei pm di Catanzaro Graziella Viscomi e Giulia Tramonti coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri.

 

 

 

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