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Martedì, 09 Ottobre 2018 07:42

I Prendocasa occupano la sede dell’ex Hotel Jolly

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Sergio Nucci Sergio Nucci

Un gruppo di attivisti di Prendocasa ha occupato la sede dell’ex Hotel Jolly. Apparentemente una non notizia, dal momento che la “mission” dei Prendocasa è proprio l’occupazione di spazi disabitati, se non fosse che proprio oggi, davanti al notaio, l’ATERP dovrebbe formalizzare la cessione dell’ex albergo al Comune di Cosenza per la cifra, di vero realizzo, di un 1.300.000 euro, di cui 800 mila provenienti dalle case comunali e i restanti 500 mila da quelle regionali.

Diciamolo subito per i no-metro questa è una coincidenza non nefasta, dal momento che la mancata acquisizione del Jolly da parte del comune potrebbe rallentare, e non poco, l’inizio dei lavori della tanto discussa opera di collegamento tra Cosenza e Rende. Ma ciò detto la cosa più bizzarra che salta all’occhio non è l’occupazione in quanto tale, quanto la circostanza che l’ex Jolly era da molti mesi sottoposto a sorveglianza h 24 (tutto il giorno) da parte di un istituto di vigilanza, pagato proprio a tutela dell’immobile, ovvero per evitare che venisse occupato.

Le cronache del raid, a proposito dell’occupazione, riferiscono di attimi concitati e spintonamenti tanto che l’unico guardiano presente, è stato prontamente trasferito in ospedale dove i sanitari non hanno però riscontrato traumi o contusioni. Un’azione in perfetto stile NOCS o Berretti Verdi, dunque. Ma il punto è un altro. A cosa è servito pagare, e lautamente, tutti questi mesi un servizio di guardiana se il risultato è quello che lo stabile, almeno in queste ore, è occupato?

Perché il servizio di guardiania h 24 , consistente in presidio fisso di una unità compreso di apparecchiature antintrusione e videosorveglianza radiocollegate con la propria centrale operativa, non è costato bruscolini, bensì 527 € al giorno (la cifra si evince facilmente da un semplice calcolo operato sulla determina 1987 del 2017 tre mesi = € 47.459,95). Ovvero che nell’anno trascorso, se la matematica non è un’opinione, di euro ne sono stati spesi almeno 189.000.

Senza volere in questa sede parlare degli affidamenti ripetuti alla stessa ditta, o della legittimità di vigilare su una bene del quale non si detiene il possesso, che presto saranno argomenti di riflessioni approfondite di altri organismi, la domanda sorge spontanea: per cosa abbiamo pagato un servizio considerato che il bene ormai è finito senza colpo ferire in mano agli attivisti di Prendocasa?

Probabilmente non avremo risposte, sempre che qualcuno in questa città, con altri ruoli e altre funzioni, non voglia far propri i nostri interrogativi.

 

Sergio Nucci, Buongiorno Cosenza

 

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