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Mercoledì, 12 Settembre 2018 19:25

Cosenza, area urbana, un fiume di droga inarrestabile

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Cosenza, area urbana, un fiume di droga inarrestabile Pino Arlacchi

Negli ultimi tempi una serie di operazioni giudiziarie e repressive nei confronti dello spaccio di sostanze stupefacenti da parte delle forze dell'ordine confermano due trend oramai indiscutibili. La sempre maggiore diffusione del fenomeno droga e l'abbassamento dell'età di prima assunzione che coinvolge sempre più minorenni che, in alcune casi, non si limitano solo al consumo ma si dedicano anche allo spaccio fra coetanei. In primis ad essere coinvolti sono le scuole ed i luoghi di ritrovo dei giovani e dei giovanissimi. Tante le operazioni di controllo che periodicamente vengono effettuate nelle zone di ritrovo dei giovani e sempre più spesso da questi controlli derivano sequestri di sostanze stupefacenti e segnalazioni di giovani minorenni.

Sempre più il Tribunale dei minorenni di Catanzaro è oberato da fascicoli che riguardano il reato di spaccio di stupefacenti. Tanti i "minori - pusher" che spacciano pochi grammi e che sono difficilmente individuabili. Ma essendo in molti il quantitativo complessivo delle sostanze poste in circolazione è sempre più elevato arricchendo sempre più i trafficanti che dalla polverizzazione del mercato traggono grandi profitti che vengono poi riciclati e ripuliti all'interno del circuito economico con investimenti in attività apparentemente lecite con un processo di espansione dell'economia illegale che occupa sempre maggiori spazi distruggendo, ovviamente e di conseguenza, gli spazi per l'imprenditoria onesta e pulita che versa in uno stato comatoso e che è sempre in maggiore difficoltà.

La "mafia imprenditrice" per come venne definita in un famoso testo edito da "Il Mulino" dal sociologo e studioso di mafia, Prof. Pino Arlacchi, nel lontano 1983, oggi ha sostituito la classe imprenditoriale di un tempo e ha stravolto gli assetti sociali e le classi sociali di potere e di dominio che non appartengono più alle vecchie famiglie borghesi ma che sono oramai appannaggio delle nuove famiglie di arrampicatori sociali che, attraverso la mobilità sociale ottenuta tramite la corruzione, il denaro sporco e le complicità soprattutto con il mondo della politica anch'esso spesso in collusione con il mondo criminale, hanno oramai conquistato il dominio sulla città. Un meccanismo infernale che meriterebbe delle analisi approfondite soprattutto sul piano degli studi sociologici e di dinamiche del potere. Cosenza, in tal senso, da esempio da manuale, potrebbe fare scuola.


Redazione

 

 

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