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Lunedì, 10 Settembre 2018 15:42

Il populismo, la Lega, Salvini e la magistratura

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Gianfranco Bonofiglio Gianfranco Bonofiglio

Il cosiddetto "populismo", termine dispregiativo coniato dalla sinistra dei radical chic post comunisti con il Rolex ed il portafoglio pieno è in realtà un momento di protesta che riguarda non solo l'Italia ma un buon numero di Paesi dove la sinistra ha dimostrato chiaramente il suo fallimento clamoroso e la sua trasformazione da movimento per il popolo a nomenclatura trainata dall'alta borghesia e dal capitalismo alla Soros o alla "ONG". Il tentativo che riguarda soprattutto la storia italica di ripetere con Salvini la "via giudiziaria" per massacrare i nemici tanto cara a certa sinistra non solo è fuori tempo ma non gode più, per come accadde con tangentopoli, dell'opinione pubblica favorevole.

Chi può dimenticare le monetine lanciate a Bettino Craxi dinanzi l'Hotel Raphael di Roma o i cappi esposti in Parlamento. Erano tempi ben diversi da oggi. L'azione del team di Mani Pulite era condivisa dal popolo stanco della Casta politica della Prima Repubblica. Inoltre il momento attuale non può essere paragonato neanche al fenomeno del Berlusconismo caratterizzato da un profondo conflitto di interessi mai risolto per un quarto di secolo. Oggi Matteo Salvinie la Lega rappresentano con 5 Stelle un cambiamento che legittima l'uso del termine "Terza Repubblica" senza ribaltoni per via giudiziaria. Una ventata di protesta che con la Lega al Nord e 5 Stelle al Sud ha spazzato via una Casta da Seconda Repubblica (in verità molti erano già attivi politicamente nella Prima) che ha deluso e che non ha realizzato quel cambiamento che aveva profetizzato e promesso.

Ma oggi la politica si evolve più velocemente che mai con un fenomeno, quello dell'informazione on - line, che ha stravolto ogni regola ed ogni possibile criterio previsionale. I tempi si sono velocizzati all'infinito e non è detto che il fenomeno Lega e 5 Stelle sia duraturo per come lo sono stati altre fasi della politica italiana. Le promesse fatte, le grandi attese possono anche trasformarsi in cocenti delusioni anche se su questo a rischiare di più è il Movimento 5 Stelle. La Lega con la sua Opa nel centrodestra potendo ambire a divenire il partito unico del centrodestra considerando la forte crisi di identità di Forza Italia e le percentuali minime di Fratelli d'Italia potrà ambire nel futuro ad essere la casa naturale del centrodestra in Italia.

Un centrodestra che flette a destra ma che, comunque, è sempre l'antitesi ad una sinistra sempre più sfilacciata e sempre incapace di una forte autocritica e, quindi, impossibilitata ad avviare una fase di ricostruzione realmente credibile. Fenomeno che potrà concretizzarsi in molti anni. Nel frattempo la Lega è e sarà destinata ad un periodo di centralità e protagonismo. Solo i fatti ci potranno dire per quanto tempo. Intanto il populismo, il sovranismo e la forte e sentita esigenza di rimodulare il rapporto con l'Unione Europea non potranno che trovare sempre maggiori proseliti, nonostante i tentativi di risolvere le battaglie politiche attraverso le vie giudiziarie e nonostante il livore di una certa sinistra che continua a non capire che una certa fase è irrimediabilmente conclusa e che servirebbe il coraggio a piene mani per aprirne una nuova. Costi quel che costi.

Gianfranco Bonofiglio

 

 

 

 

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