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Giovedì, 30 Agosto 2018 11:28

Wall Street non si ferma, incerte le altre Borse. Spread a 270 punti

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Wall Street non smette di segnare record, ma questa volta le altre Borse la seguono solo in parte: ieri sera S&P500 e Nasdaq hanno chiuso per la quarta volta di fila a un nuovo massimo storico, mentre Tokyo ha segnato stamattina una chiusura piatta con un guadagno limitato allo 0,09%. Si tratta comunque dell'ottava seduta di fila della piazza asiatica con segno positivo. Incerte anche le Piazze europee: Milano segna un calo dello 0,4%, nonostante il rimbalzo di Atlantia. Londra cede lo 0,63%, Francoforte lo 0,64% e Parigi lo 0,06%. Shanghai ha chiuso in calo di oltre l'1%. Gli investitori hanno risentito delle parole di accusa che Donald Trump ha lancianto verso la Cina, rea a suo dire di minare i rapporti tra Usa e Corea del Nord per il disarmo nucleare. Sullo sfondo ci sarebbe la disputa sul fronte commerciale tra Washington e Pechino, ma gli osservatori lo prendono come un segnale di rinnovata tensione.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è in contrazione a 270 punti base, con il decennale italiano che rende il 3,1%. L'euro è appena sotto 1,17 dollari in apertura dei mercati valutari europei. La moneta unica vale 1,1695 dollari, contro 1,1660 indicati ieri dalla Banca centrale europea e 1,1701 di ieri in chiusura. Euro/yen a 130,60 e dollaro/yen a 111,664. Il Tesoro offre oggi in asta titoli a medio e lungo termine per massimi 7,75 miliardi di euro: si tratta di una importante prova del mercato per l'Italia, dopo la vendita di 6 miliardi di Bot semestrali registrata ieri con ottima domanda ma tassi in netta crescita.

Domani Fitch potrebbe poi rivedere il rating dell'Italia e, come anticipa Repubblica oggi in edicola, le considerazioni dell'agenzia sul debito pubblico non sono ottimistiche. Il rischio numero uno è che la rincorsa alle promesse elettorali faccia deragliare i conti pubblici: "È aumentata la possibilità che si perdano di vista gli obiettivi di finanza pubblica e si è ulteriormente indebolita la prospettiva di riforme strutturali, il rischio principale è che l’espansione fiscale faccia saltare le dinamiche del debito", dicono gli esperti.

La giornata macro segnala che in Germania la disoccupazione di agosto è stata del 5,2%, in linea con le attese. Stabile l'inflazione in Spagna al 2,2% ad agosto, mentre in Italia Istat ha tracciato un aumento dello 0,7% del fatturato dei servizi, in accelerazione nel secondo trimestre rispetto al primo periodo dell'anno. Da monitorare poi gli indici di fiducia dei consumatori, dei servizi e dell'economia nell'Eurozona. Dalla sponda americana arrivano le nuove richieste settimanali dei sussidi alla disoccupazione, i redditi personali e il deflatore pce. Intanto in Giappone le vendite al dettaglio di luglio sono cresciute dello 0,1%, poco sotto le attese e in notevole rallentamento dal +1,5% di giugno.

A livello internazionale si torna a guardare con preoccupazione all'Argentina, dove il peso ha toccato un nuovo minimo record contro il dollaro dopo che il presidente Mauricio Macri ha chiesto all'Fmi di accelerare l'esborso di finanziamenti previsti nel bailout da 50 miliardi di dollari siglato a giugno. Il peso è arrivato a cedere il 7,4% contro il dollaro, che ne comprava quasi 34 unità. Il rendimento del bond decennale argentino è balzato di 40 punti base sopra il 10%. La direttrice del Fondo, Christine Lagarde, ha assicurato che la tempistica d'intervento sarà rivista: "Ho fiducia nell'impegno e nella determinazione delle autorità argentine", che sarà essenziale per traghettare l'economia "in queste difficili circostanze" e che alla fine "rafforzerà però l'economia" del paese. Intanto il presidente Usa, Donald Trump, ha siglato le esenzioni dai dazi su alluminio e acciaio per la stessa Argentina, insieme a Corea del Sud e Brasile.

Per le materie prime, infine, i prezzi del petrolio restano orientati al rialzo sui mercati asiatici, dopo la diffusione ieri dei dati sulle scorte Usa. Il barile di light sweet crude, con consegna a ottobre, avanza di 16 centesimi a 69,67 dollari. Il barile di Brent, con consegna a ottobre, guadagna 11 centesimi attestandosi a 77,25 dollari. In lieve calo invece l'oro, che segna 1.206 dollari l'oncia.

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