Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy

          

Mercoledì, 29 Agosto 2018 12:49

Esami di riparazione per 487 mila studenti

Rate this item
(0 votes)

Al via gli esami di riparazione per 487 mila ragazzi rimandati in una o più materie. Le scuole italiane, sempre più a corto di risorse economiche, hanno organizzato pochi corsi di recupero e, per evitare di ripetere l'anno scolastico, quasi tutti gli studenti hanno dovuto pesare sul bilancio familiare. O si presenteranno a scuola con una preparazione fai da te. La kermesse degli esami per coloro che a giugno si sono visti affibbiare dai professori una "sospensione del giudizio" - è la formula utilizzata nel 2007 dall'allora ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni per ripristinare gli esami di riparazione - sono iniziati ieri mattina e proseguiranno per tutta la settimana, estendendosi anche ai primi giorni di settembre.

Allo scientifico Cannizzaro di Roma gli studenti rimandati in Matematica si sono presentati per la prova scritta lunedì mattina. All'Istituto superiore Bertarelli-Ferraris di Milano gli esami hanno preso il via ieri alle ore 8. Il grosso delle scuole inizierà venerdì 31 agosto e risolverà la pratica in una settimana. Giusto in tempo per svolgere gli scrutini e deliberare prima che si riaprano i portoni della scuola per l'anno scolastico 2018-2019. E' nelle regioni settentrionali, Lombardia in testa con il 26,2 per cento, che si registra il maggior numero di rimandati. In Sardegna, tuttavia, si registra il record: 28,6 per cento. Al Sud i docenti sono stati più clementi: Puglia e Calabria hanno le aliquote più basse di ragazzi con un debito formativo: il 16 per cento in Puglia, il 16,8 in Calabria, poi il 18 per cento in Sicilia.

Le scuole non hanno soldi sufficienti per organizzare corsi di recupero che sarebbero obbligatori per legge. Quando nel 1996 il ministro Francesco D'Onofrio istituì gli Idei (i corsi di recupero, appunto) stanziò l'equivalente di 134 milioni di euro (oltre 260 miliardi di vecchie lire) che, nella stagione 2007-2008, salirono a 200 milioni. Nel 2017-2018, secondo i Rapporti di autovalutazione degli istituti (Rav), ognuna delle 2.723 istituzioni scolastiche del secondo ciclo ha organizzato mediamente corsi per 62 ore l'anno. Sono sette corsi per istituto e solo per le materie più significative (Latino al Classico, Matematica allo Scientifico) dell'indirizzo.

Seguendo i dati pubblicati dal Miur attraverso i Rav si scopre che le scuole hanno destinato al recupero poco più di 8 milioni di euro: un sedicesimo di quanto stanziato nel 1996. È come se a ogni studente la macchina scolastica nazionale avesse dedicato mezz'ora di recupero per colmare le lacune accumulate in un anno intero in una o più discipline. Una carenza che contribuisce a ingrossare il mercato delle ripetizioni private svolte da docenti di ruolo e sempre più spesso da studenti universitari. I prezzi dele ripetizioni variano da 10 a 60 euro per una sola ora di lezione.

 

 

Share/Save/Bookmark

SEGUI LA DIRETTA TV DI CALABRIA NEWS 24

« November 2018 »
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30    

Archivio Articoli

La Calabria vista da... Mario Greco