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Giovedì, 09 Agosto 2018 09:38

Il latte di capra rustica nuova eccellenza della filiera agroalimentare regionale

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Insieme alla Cipolla di Tropea, alla liquirizia di Rossano e alla patata della Sila, ora ci sarà anche il latte di capra rustica nella campagna promozionale itinerante e permanente della filiera agroalimentare regionale portata avanti da Coldiretti e Campagna Amica. Il grande progetto formativo su scala nazionale mira ad ottenere la massima visibilità dei prodotti che nei vari distretti territoriali del Bel Paese sono i maggiori e degni rappresentanti, pertanto la Calabria non poteva non tenere conto di questa importante razza autoctona che designa storicamente l’area interna della Sila Greca. Introdotta in Calabria tra il VII e il VI secolo a.C. dai coloni greci, la Capra Rustica nasce dagli accoppiamenti con le capre selvatiche addomesticate dai Brettii.

Il latte di capra è più digeribile di quello vaccino, ed è consigliato per i bambini per l’alto contenuto nutritivo. Ricco di calcio e fosforo, presenta anche numerose vitamine e sali minerali. Nel latte di capra ci sono le stesse quantità di grasso del latte vaccino, ma in esso non è favorita l’aterogenesi, il deposito di grassi nelle arterie e nei vasi sanguigni. Di tutto questo e molto altro si è parlato a Paludi in una giornata dedicata alla Capra Rustica sabato 4 agosto 2018. Insieme agli esponenti locali e regionali Coldiretti, un ricco parterre di esperti scientifici e storici ha relazionato sulla salubrità di tale latte, elogiando gli aspetti nutrizionali, come ha fatto il nutrizionista Claudio Pecorella, ed evidenziando gli allergeni e le componenti causa di intolleranze, di cui ha parlato il medico Renato Sturniolo.

Di storia e allevamenti zootecnici hanno parlato l’agronomo Peppino Anselmi, il veterinario Salvatore Aloisio e il responsabile zootecnico Francesco Frascaria. Il Divulgatore scientifico ARSAC Martino Convertini ha fatto cenno all’uso tecnologico dei moderni caseifici, mentre la professoressa dell’Istituto Tecnico Agrario di Rossano Ornella Mamone ha dato un taglio didattico-divulgativo al tema trattato. Due imprenditori della filiera dei prodotti di allevamento hanno preso parte alla discussione: Eugenio Montagna, responsabile della Montagna S.P.A., ha illustrato come interviene l’azienda di trasformazione delle carni, mentre il responsabile di zona della Catena Simply Market, Renato Scarfone, ha dato testimonianza di come la grande distribuzione abbia ancora difficoltà ad accaparrarsi i prodotti delle piccole aziende agricole.

Per  l’occasione, sono stati presentati i nuovi prodotti di latte di capra dell’azienda agrituristica Colle dell’Unna, che, insieme al latte fresco, allo yogurt, alla robiola, al formaggio fresco e stagionato, produrrà anche uno yogurt speciale al Clemì, la bibita di clementine realizzata da Medi Mais Calabra. Di questa nuova sperimentazione ha parlato un responsabile di Medi Mais, Pierluigi Gallo, fiero della nuova collaborazione che è stata avviata tra le due aziende. La giornata si è conclusa con i saluti degli esponenti Coldiretti, dal direttore di zona Gino Vulcano al presidente di zona Antonino Fonsi; entrambi hanno dato risalto all'impegno delle giovani aziende del territorio che lavorano con tanti sforzi per portare avanti le loro attività. Il presidente provinciale Franco Aceto ha attenzionato sull'importanza di questa filiera che può essere utile non solo in termini economici ma anche in termini sociali.

Allo stesso modo, il presidente regionale Pietro Molinaro ha rafforzato il concetto invitando i produttori a tornare alle vocazioni dei territori e a dare priorità alla “calabresità”, alle radici che devono essere esportate fuori dai confini regionali. Infine, il presidente di Biologi senza Frontiere, Giovanni Misasi, ha consegnato un riconoscimento all’azienda Colle dell’Unna come Luogo del Ben-essere, individuando nel suggestivo agriturismo collocato tra gli ulivi che circondano il piccolo borgo di Paludi un posto di grande armonia e genuinità.

 

 

 

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