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Martedì, 07 Agosto 2018 16:54

Il protocollo d'Intesa sperimentale fra Inps e Regione Calabria per l'accertamento delle invalidità civili alla fine penalizza a dismisura il malato

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Il protocollo d'Intesa sperimentale fra Inps e Regione Calabria fortemente voluto dal Commissario ad acta per la sanità, Ing. Massimo Scura, in materia di accertamento delle invalidità civili dopo un travagliato iter anche giudiziario alla fine, pur declamato come positivo e a favore dell'utenza, si è trasformato, invece, in un forte danno per il malato con il risultato finale di aver aumentato a dismisura i contenziosi ed i ricorsi legali avverso le risultanze delle visite effettuate dalle commissioni mediche dell'Inps.

La procedura di accertamento dei requisiti sanitari in materia di invalidità civile è stata delegata alla sola Inps dal 1 dicembre 2017. L'intesa è in via sperimentale e dovrebbe concludersi entro la fine del corrente mese di agosto 2018 per poi essere riconsiderata nella sua eventuale continuazione o meno. In precedenza ad assolvere tale compito erano le commissioni invalidi civili operanti nei vari distretti sanitari delle Asp per poi essere certificate o meno da una seconda visita presso le commissioni Inps.

In sintesi la Commissione Inps fungeva da controllore verso le sedi Asp. Con la convenzione il controllore ed il controllato coincidono in una sola struttura, quella dell'Inps. Ma ad una valutazione dell'impatto iniziale di questa prima fase sperimentale sembra che la severità eccessiva delle Commissioni Inps nel valutare i requisiti necessari per usufruire delle prerogative che la legge riserva per gli invalidi civili abbia condotto a situazioni a dir poco paradossali. Utenti in gravissimo stato di salute, alcuni dei quali in stato terminale da malattia tumorale si sono visti negati i loro sacrosanti diritti ad essere riconosciuti quali invalidi civili legittimati ad usufruire dell'accompagnamento non avendo le condizioni per essere autosufficienti ed infatti alcuni di questi, nei mesi successivi alla visita, sono addirittura passati a miglior vita.

Una situazione disastrosa che ha determinato una forte impennata di ricorsi attraverso vie giudiziarie con i tribunali competenti che non potrà che aggravare le spese mentre l'operazione sperimentale contava fra i suoi presupposti e requisiti principali anche e soprattutto la diminuzione delle spesi inerenti al servizio offerto. Ma al di là del fattore economico entra in gioco un fattore molto più importante, quello di riconoscere a chi è veramente in gravi condizioni di salute i suoi sacrosanti diritti che uno Stato sociale degno di questo nome non dovrebbe mai e poi mai disconoscere.

In altre Regioni tale esperimento è stato portato avanti per poi ritornare alla base e non prorogarlo. Sarebbe il caso che il probabile nuovo Commissario ad acta per la sanità della Regione Calabria che la Ministra della Salute, Giulia Grillo, sarebbe in procinto di nominare possa valutare tale accordo sperimentale nella sua interezza e ritornare al passato, quando gli utenti avevano la possibilità di aver riconosciuti i propri diritti quando ne sussistevano i legittimi requisiti.


Redazione

 

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