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Giovedì, 26 Luglio 2018 15:11

La Bce lasciai  tassi invariati, Draghi: "La ripresa è solida"

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Mario Draghi Mario Draghi

La Bce lascia i tassi invariati almeno fino all'estate 2019 e annuncia la fine per dicembre del 'quantitative easing', gli acquisti netti di titoli. E il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi è fiducioso sulla ripresa. "Nonostante le incertezze sul commercio globale, i dati indicano che l'Eurozona precede su un terreno di crescita solida e diffusa" ha detto, spiegando che anche l'inflazione continuerà a riavvicinarsi ai livelli desiderati dalla Bce, ma "uno stimolo monetario significativo è ancora necessario".

La Bce ha mantenuto i tassi d'interesse invariati, come da attese. In una nota l'Eurotower spiega che il costo del denaro rimarrà ai livelli attuali almeno fino a a tutta l'estate 2019. La Bce spiega che "i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%".

Il Consiglio direttivo, che si è da poco concluso a Francoforte, "si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino all'estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine".

Quanto al 'Qe', il Consiglio direttivo "continuerà a effettuare acquisti netti nell'ambito del programma di acquisto di attività all'attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di settembre 2018". Dopo settembre, "se i dati più recenti confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine del Consiglio direttivo, il ritmo mensile degli acquisti netti di attività sarà ridotto a 15 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2018 e in seguito gli acquisti netti giungeranno a termine".

Il Consiglio direttivo, infine, intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza "per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario".

Positivo il commento di Draghi asull'intesa Trump-Juncker sui dazi. "L'intesa annunciata ieri dopo il vertice fra il presidente Donald Trump e quello della Commissione Ue Jean-Claude Juncker "è un buon segno, mostra che c'è di nuovo la volontà di discutere del commercio in una cornice multilaterale". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, spiegando che oggi il consiglio direttivo della Bce ha "preso nota" di quanto dichiarato a Washington anche se "è troppo presto per dire di più".

 

 

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