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Lunedì, 23 Luglio 2018 09:23

Piazza Affari, giù la galassia Agnelli nel dopo Marchionne

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Sergio Marchionne Sergio Marchionne

Avvio di seduta in rosso per Fca nel primo giorno di contrattazioni dopo il weekend shock che ha portato a un improvviso e drammatico peggioramento delle condizioni di salute di Sergio Marchionne e all'inatteso cambio al vertice di Fca. Marchionne, ricoverato all'ospedale universitario di Zurigo, non potrà tornare alla guida della casa automobilistica, motivo per cui sabato è stato nominato nuovo amministratore delegato Mike Manley, finora numero uno del brand Jeep. Fca, che già venerdì aveva lasciato sul campo più del 2% anche a causa delle tensioni sui dazi, in avvio cede il 4,15% a 15,734 euro per azione.

Anche il resto della galassia Agnelli-Elkann paga lo scotto degli eventi. Ferrari, che avrà Louis Camilleri come amministratore delegato e John Elkann come presidente, ha aperto in rosso del 5,2%. Cnh Industrial cede il 4,31% a 8,442 euro per azione e la controllante Exor lascia sul terreno il 4,56% a 54,02 euro per azione. L'era Marchionne a Fca è finita nel modo più improvviso e inaspettato. Il manager italo-canadese ha lasciato tutti gli incarichi operativi del gruppo (non solo di Fca, già pianificato per il 2019) ed è stato sostituito da Mike Manley come amministratore delegato di Fca, John Elkann e Louis Camilleri rispettivamente come presidente e amministratore delegato di Ferrari e Suzanne Heywood (managing director di Exor dal 2016) come presidente di Cnh, per la quale è stato confermato Nielsen come amministratore delegato ad interim.

Secondo gli analisti di Equita, le scelte per i sostituti vanno "nel segno della continuità". In particolare, per quanto rigurda Manley, "la scelta è ragionevole, trattandosi del responsabile del brand Jeep dal 2009 e Ram dal 2015 (che insieme stimiamo generino più del 60% del fatturato e più dell'80% dell'Ebit di gruppo), la cui crescita è indispensabile per centrare l'ambizioso business plan presentato di recente". Camilleri, spiegano gli analisti, "avrà il compito di presentare business plan per raddoppiare l'Ebitda a 2 miliardi nel 2022 pianificato per settembre". Per quanto riguarda Cnh continua la ricerca del nuovo Ceo (oramai da 4 mesi), resta un alone di incertezza (quanto meno sulla strategia relativa a spin-off)".

Equita sottolinea inoltre che "alla luce dei successi degli ultimi 14 anni, l'uscita di Marchionne è indubbiamente una grave perdita", che potrebbe pesare "soprattutto su Fca, allontanando il potenziale upside da M&A (conoscendo le qualità di negoziatore di Marchionne), a meno che prevalga lo scenario di un'accelerazione del disimpegno da parte di Exor anche senza massimizzare". L'effetto dell'uscita del manager si potrà sentire "temporaneamente su Ferrari perché parte da valutazioni elevate, ritenendo che le caratteristiche uniche del brand vengano preservate" e "meno su Cnh che recentemente ha già sofferto sia per fattori macro (dazi e debolezza prezzi commodity agricole) che mancanza di chiarezza sul nuovo Ceo".

 

 

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