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Domenica, 08 Luglio 2018 08:44

Condanna in primo grado per Lillo Foti e la moglie Gabriella Barresi, estorsione a dipendenti

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Lillo Foti Lillo Foti

Il Tribunale di Reggio Calabria, in composizione monocratica, ha condannato a 4 anni di reclusione l’ex presidente della Reggina e la moglie Gabriella Barresi per estorsione ai dipendenti. Foti e la moglie, imprenditori del settore dell’abbigliamento e contitolari della società 'LG3', secondo la tesi accolta dal giudice di merito, "con reiterati comportamenti prevaricatori ed approfittando della situazione del mercato del lavoro in Reggio Calabria, instauravano nell’azienda 'LG3' srl un clima tale da costringere, ricorrendo alla minaccia di licenziamento, le dipendenti ad accettare condizioni di lavoro e retributive non conformi a quanto stabilito dai contratti collettivi di lavoro".

L’inchiesta era stata avviata dai sostituti procuratori Giovanni Musarò e Rosario Ferracane nel 2006, dopo la denuncia di una delle dipendenti.

CHI E' LILLO FOTI

Pasquale Foti, detto Lillo (Reggio Calabria, 3 febbraio 1950), imprenditore e dirigente sportivo italiano, presidente della Reggina dal 1991 al 2013 e dal 2014 al 2015. Nel 1986 diventa amministratore delegato della società sportiva Reggina Calcio. Dal 1991 ne diviene il presidente e nella stagione 1998-1999, sotto la sua presidenza, la Reggina conquista la sua prima promozione in Serie A, in cui ha militato nove anni fino alla stagione 2008-2009. La sua attività comprende la gestione di numerose attività commerciali, specialmente nel settore dell'abbigliamento. L'8 novembre 2011 è condannato dalla nona sezione del tribunale di Napoli ad 1 anno e sei mesi di carcere per il reato di frode sportiva, confermando il suo coinvolgimento nello scandalo Calciopoli, nonché ad una multa di 30 000 euro. Nel novembre del 2013 Foti lascia l'incarico di presidente della Reggina diventando maggior azionista, gli succede Giuseppe Ranieri (che anche amministratore unico). Nell'ottobre del 2014 Foti ritorna presidente e il suo predecessore, Giuseppe Ranieri, diventa amministratore delegato. Nell'estate 2015 a fronte di svariati milioni di debiti verso lo stato e non, decide di non iscrivere la Reggina Calcio al campionato di Lega Pro facendola fallire.

 

 

 

 

 

 

 

 

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