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Giovedì, 11 Gennaio 2018 10:40

Raccontami di te. Testa o cuore? Intervista all'autrice Maria Chiara Monaco

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Maria Chiara Monaco Maria Chiara Monaco

Che il web sia ricco di insidie è cosa risaputa così come sono spesso gli adolescenti a patirne gli effetti. Chiara non è da meno e quando "incontra" Francesco si lascia andare, abbattendo tutte (o quasi) le barriere. Sfruttare lo schermo di un cellulare per raccontare ciò che non si è o forse ciò che non si è riusciti a essere, è un comportamento non solo disonesto ma anche sintomo di disturbi psicologici che necessitano di lunghe sedute di analisi.

Raccontami di te è una lettura dedicata ai giovani di oggi, sia per conoscere meglio l'universo virtuale del quale sono cittadini a pieno titolo, sia per relazionarsi con una delle problematiche più importanti del nostro tempo. Di seguito l'intervista all'autrice maria Chiara Monaco.

Maria Chiara, perché non ci parli un po’ di te? Spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.

Non è mai facile parlare di me, ma ci proviamo, sono MariaChiara, una ragazza di diciotto anni che frequenta l’ultimo anno in un istituto tecnico commerciale. Sono una persona molto semplice, con difetti (molti) e pregi (pochi); buona, spesso timida, ma allo stesso tempo trovo piacevole la compagnia e mi piace far sempre nuove conoscenze. Sono per certi versi un po’ all’antica, in quanto legata a certi valori indissolubili come la famiglia, l’amore, l’amicizia. La scrittura mi aiuta molto a essere vera e onesta nell’eccezione di raccontare la verità. Io credo fermamente che dire la verità in un romanzo o in un racconto sia la cosa fondamentale, in quanto ci esenta dallo squallore di prendere per i fondelli il lettore, il quale, paga per leggerci e per questo merita il totale rispetto. La scrittura potrebbe essere questo, il dire la verità servendosi della fantasia. Oltre alla letteratura e alla scrittura ho altre passioni, tra cui il cinema, lo sport, la cucina …

Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare “Raccontami di te”, com’è nato?

“Raccontami di te” è nato grazie ad un’esperienza di volontariato che ho svolto presso la fondazione “Roberta Lanzino”, in quelle stanze abitate da donne che hanno in volto la violenza ho capito che bisognava parlarne, era come se l’aria non circolasse e bisognava aprire una finestra per far conoscere a tutti le sensazioni, i dolori, che prova una donna o un minore in quelle condizioni. Inoltre devo ringraziare anche la mia prof di lettere, lei mi ha trasmesso questa passione per le parole, portando in classe i suoi amori e non i suoi umori. E’ stata la prima a leggere in anteprima “Raccontami di te”.

Parlaci di questo tuo primo libro.

“Raccontami di te” parla di una ragazza torinese, Chiara, affetta da dislessia, questa diversità non è accettata soprattutto dalla madre che usa violenza su di lei già in tenera età. La protagonista del romanzo non è abituata al contatto umano e crescendo fatica a legare con qualsiasi persona, così su un social conosce Francesco, un ragazzo calabrese, che col tempo l’aiuta a superare diverse difficoltà come la matematica. I due, senza accorgersene s’innamorano, ma Francesco in realtà non è ciò che dice di essere …. Soverato, la perla dello ionio li farà incontrare grazie ad un progetto di alternanza scuola-lavoro che fece proprio Chiara.

All’interno del libro, in una delle prime pagine c’è una dedica:”Dedicato all’amor che move il sole e l’altre stelle. Perché non esiste altro. Ai miei genitori, a Emma e Daniela, luci che illuminano la mia vita anche di notte”. Come mai?

Ho scelto questa dedica perché Dante è un personaggio che ho sempre ammirato, ci spiega l’amore e i sacrifici che bisogna fare per amare. Lui ha avuto il coraggio di affrontare l’inferno e il purgatorio per poter accedere al paradiso, a Beatrice, alle stelle … noi invece siamo abituati a fare il percorso inverso perché abbiamo paura: Paradiso, purgatorio, inferno, ecco perché le stelle non le guardiamo mai e andiamo alla ricerca di un amore perduto già in partenza. Io ho la fortuna di avere al mio fianco i miei genitori e le due mie carissime amiche, grazie a loro posso guardare sempre le stelle anche quando sembrano non esserci.

Se ti chiedessi di parlare di cosa provi quando scrivi, dei tuoi conflitti, delle tue paure, cosa risponderesti?

La scrittura è per forza di cose un turbinio di emozioni per quanto mi riguarda. Forse è per questo che leggiamo e scriviamo i libri, per sentirci dire cose che non ci dice mai nessuno, anche perché qualche volta ci piace scoprire le insicurezze degli altri, per celare e distoglierci dalle nostre. Guardare e descrivere le cose e noi stessi con occhi nuovi, ecco cos’è per me scrivere.

Che cosa sogni per il tuo futuro? E che cosa ti aspetti dalla vita?

Le domande sul futuro mi mettono sempre in difficoltà, per ora penso alla maturità, pian piano si avvicina, e come tutti, ho paura. Da grande mi piacerebbe fare l’insegnante di lettere, proprio come la mia prof, ma la strada ancora è molto lunga … La speranza è naturalmente che tutte le cose e gli obiettivi che mi sono prefissata possano realizzarsi per me e per la mia famiglia e soprattutto spero di continuare ad emozionarmi di fronte agli eventi.

 

 

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