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Giovedì, 05 Luglio 2018 09:03

Lega, Bernardo Spadafora, vicesegretario regionale, "Salvini ha giustamente bloccato la realizzazione dei due hot spot previsti a Corigliano e Crotone"

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Bernardo Spadafora e Matteo Salvini Bernardo Spadafora e Matteo Salvini

Il vicesegretario regionale della Lega per Salvini, nonché segretario provinciale di Cosenza Bernardo Spadafora comunica, che dando seguito ai buoni propositi, il ministro degli interni Matteo Salvini, su istanza del deputato calabrese della Lega On.le Domenico Furgiuele, sollecitato a sua volta dai dirigenti locali delle realtà interessate, ha bloccato la realizzazione dei due hot spot previsti in Calabria, a Corigliano e a Crotone. "La Lega Calabria a nome dell’On.le Furgiuele esprime forte soddisfazione - afferma Bernardo Spadafora - per la celerità con cui il ministro Salvini è intervenuto in tal senso su nostra sollecitazione.

I due “centri di accoglienza” temporanea, previsti dal precedente governo, avrebbero non poco “minato”le potenzialità di due porti a vocazione turistico/commerciale sui quali bisognerebbe predisporre progetti che siano volano di sviluppo socio-economico di cui la nostra regione ha forte necessità. Il nuovo provvedimento del ministro Salvini serve a bloccare anche l’accelerazione dei giorni scorsi per la realizzazione degli stessi hot spot attraverso un contratto firmato in prefettura con “Invitalia” che ne stava di fatto accelerando il processo”.

"Un processo, quello della realizzazione dei due hot spot in Calabria che avrebbe innescato - conclude Bernardo Spadafora - altri “fenomeni speculativi” e soddisfatto probabilmente “malsani appetiti”, basta ricordare che il territorio crotonese ospita già da diversi anni un grosso centro di accoglienza che dal 1999 al 2014 ha ospitato circa 200.000 immigrati. Gli hot spot che sulla carta sono strutture di prima accoglienza, quindi di accoglienza temporanea, per le difficoltà di una concreta preidentificazione degli stessi immigrati si sarebbero trasformati, di fatto, in altri due veri e propri centri di accoglienza che avrebbero, come sottolineato prima, snaturato non poco quelle che sono le naturali vocazioni dei due porti.


Redazione

 

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