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Mercoledì, 04 Luglio 2018 08:56

Salvini e la lotta alla mafia

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Matteo Salvini Matteo Salvini

Il Ministro agli Interni, Vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, in occasione di una visita ad un bene confiscato alla mafia nelle campagne senesi, in Toscana, ha diffuso un videomessaggio in rete sulla sua pagina Facebook seguitissima con cifre da capogiro, nel quale ha illustrato le sue idee sulla lotta alla mafie. "Preferisco l'antimafia dei fatti all'antimafia delle parole" ha affermato Matteo Salvini con chiaro riferimento a quel filone antimafia di sinistra che ha caratterizzato tutta la storia dell'antimafia in Italia.

Caratterizzata al punto tale che l'impegno antimafia era solo possibile con l'appartenenza ai partiti di riferimento della sinistra. Basta semplicemente leggere la storia della Commissione Parlamentare Antimafia, quel carrozzone politico sul quale dovrebbe essere necessario riflettere considerando quanti deputati e senatori in odor di collusione con le mafie ne hanno fatto parte. Soprattutto quelli eletti nelle regioni a trazione criminale come la Calabria, la Sicilia e la Campania.

Per non discutere delle centinaia di associazioni, sempre targate a sinistra, che dell'antimafia ne hanno fatto un mestiere con contributi statali e partita Iva. E' chiaro che l'impegno antimafia seppur non totalmente fallimentare è stato negli ultimi decenni inficiato da una caratterizzazione politica che ne ha indebolito le finalità e la stessa credibilità. E' chiaro e limpido che l'antimafia non può essere una prerogativa di sinistra o essere di un solo colore politico.

L'impegno nella lotta alle mafie e alla corruzione deve essere svincolato dal colore politico e deve essere un impegno corale al di fuori degli schematismi politici che oramai lasciano il tempo che trovano. Il Ministro Salvini ha lanciato nella sua dichiarazione una forte sfida alle mafie annunciando un forte impegno personale per intensificarne la lotta. Un forte impegno personale per intensificare i sequestri dei beni in odor di mafia con l'impegno di destinarli a scopi sociali in tempi brevi e ragionevoli contrariamente a quanto avvenuto sinora con beni confiscati e non riutilizzati e, quindi, abbandonati da anni e anni.

Un forte impegno contro le mafie che, per come ha riconosciuto lo stesso Salvini, non sono più circoscritte in alcune realtà del Paese ma diffuse ovunque. Nei prossimi giorni Salvini sarà in Calabria dove è stato eletto al Senato per consegnare nel reggino dei beni confiscato alla 'ndrangheta per destinarli ad un commissariato di polizia.

Vedremo se nell'avvio della Terza Repubblica, segnata anche da un grande rinnovamento della classe politica firmato 5 Stelle e Lega, vi sarà anche l'avvio di una nuova stagione contro le mafie, caratterizzata dall'inasprimento delle pene, dalla certezza della pena e da una serie di azioni mirate concretamente a ridimensionare il grande potere acquisito dalle organizzazioni criminali attraverso disponibilità economiche immense e attraverso la corruzione negli apparati dello Stato e nel mondo politico. Quel terzo livello ancora inesplorato che costituisce la vera forza delle mafie e, soprattutto, della 'ndrangheta che è la mafia più potente e più radicata sul territorio nazionale e non solo.


Gianfranco Bonofiglio

 

 

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