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Mercoledì, 10 Gennaio 2018 04:00

Operazione Stige, ritorna in Calabria l'incubo del traffico dei rifiuti tossici

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Che in Calabria, storicamente, la 'ndrangheta si sia sempre interessata del lucroso affare dello smaltimento abusivo dei rifiuti tossici è comprovato dalle tante indagini ed inchieste che risalgono sin dagli anni'70. Ed anche prima, quando i codici penali non contemplavano i reati di natura ambientale, tanti erano i camion che partivano vuoti dalla Calabria, arrivavano al Nord, caricavano e stracolmi di rifiuti tranquillamente in Autostrada ritornavano in Calabria per poi seppellire i loro carichi ovunque. Le leggende narrano di scavi enormi nei territori sperduti dell'Aspromonte riempiti poi con rifiuti, di produzione di inerti misti con rifiuti e di tanto altro ancora.

Chi non ricorda il traffico nelle navi a perdere fatte affondare nei mari calabresi dalla 'ndrangheta negli anni '80. Ed ancora oggi nelle inchieste più importanti come quella condotta dalla Procura antimafia di Catanzaro guidata dal Procuratore Capo Nicola Gratteri con ben 169 arresti nei quali anche amministratori pubblici, emergono, nelle pieghe delle indagini, traffici o presunti tali di smaltimenti illegali di rifiuti tossici.

E nell'ambito dell'operazione Stige sono contenute delle intercettazioni dalla quale si può presumere l'esistenza di un traffico di rifiuti provenienti dall'Ilva di Taranto. Alcuni esponenti di primo piano della Cosca dominante Farao - Marincola conversano con un imprenditore titolare di una società di smaltimento di scarti industriali e rifiuti tossici che aveva appaltato un lavoro di smaltimento presso l'Ilva di Taranto per circa dieci - dodici viaggi giornalieri. Nelle intercettazioni si desume che il materiale possa essere stato scaricato illecitamente sul territorio calabrese, ovviamente con il permesso ed il beneplacito della cosca che controlla il territorio.

Ancora una volta, quindi, la Calabria si conferma quale territorio prescelto per questo turpe reato di natura ambientale e non potrebbe essere altrimenti per il semplice fatto che solo chi controlla capillarmente il territorio può permettersi un tipo di traffico di tal genere. Nessuno vede camion che scaricano in posti sospetti, nessuno parla, nessuno si lamenta. Solo dove regna l'assoluta omertà e la paura si possono realizzare tali traffici.

E nessun territorio nell'intero Paese risponde a tali caratteristiche più della Calabria. Dove tutto e tutti sono controllati e soggetti al potere della criminalità. Un potere talmente devastante e radicato da aver soppiantato il potere politico oramai al servizio della criminalità ed il potere economico avendo la mafia - imprenditrice sostituito l'imprenditoria onesta che oramai in Calabria, tranne qualche eccezione, è solo un lontano ricordo.


Redazione

 

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