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Mercoledì, 13 Giugno 2018 10:47

Caso Cucchi: ex moglie carabiniere, "Mio marito si sentiva Rambo, mi parlò di pestaggio"

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Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano

"Raffaele D’Alessandro si sentiva come Rambo. Con quella divisa addosso diventava aggressivo, una volta mi disse ’a Cucchi quante botte gli abbiamo dato’". A parlare è Anna Carino, ex moglie del carabiniere D’Alessandro accusato di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità, davanti ai giudici del tribunale di Roma nell’ambito del processo bis per il pestaggio e la morte del giovane geometra romano, Stefano Cucchi.

La Carino ha ricordato che in occasione di un servizio tv su Cucchi D’Alessandro avrebbe confessato: "Quante gliene ne abbiamo date, però Cucchi era un drogato di merda." "Me lo disse in dialetto. Dopo alcuni mesi ricevette una convocazione e mi aggiunse che anche altri erano stati pestati da lui ed altri, specie extracomunitari". La storia della morte del giovane geometra arrestato per spaccio di droga provocava divertimento in D’Alessandro.

"Non era certo preoccupato sino a quando non ricevette la lettera". Poi sempre rispondendo alle domande del pm Giovanni Musarò ha detto: "Quando venni convocata dai magistrati avevo paura. Lui, in seguito alla separazione, aveva avuto reazioni violente. Faceva continue telefonate, minacce, atteggiamenti intimidatori. Litigavamo tantissimo". In un'occasione D’Alessandro avrebbe anche cercato di togliersi la vita. "Gli tolsi la pistola dalle sue mani. Lo convinsi a lasciar perdere. Lui non è aggressivo nei miei confronti. Una volta però mi prese per la maglietta e mi spostò vicino ad una finestra, lì si che ebbi paura".

I rapporti adesso sono interrotti. "E’ venuto il 6 maggio scorso alla comunione di uno dei figli. Non ci siamo salutati. Da circa un anno e mezzo non mi passa l’assegno di mantenimento. Comunque anche io dalla mia scelta di verità non ho avuto certo premi". "All’inizio non parlai della storia dell’arresto di Cucchi per paura - ha continuato Anna - perché Raffaele era mio marito. Poi perché in fondo non gli credevo. Pensavo dicesse quelle cose per darsi delle arie in qualche modo". In un'occasione D’Alessandro avrebbe fatto vedere le foto di Cucchi cadavere ad un amico, in casa. "Diceva che era secco, secco e pieno di lividi e poi ha aggiunto che lui così lo aveva lasciato...".

Il processo è quello che vede imputati cinque carabinieri in relazione alla morte di Cucchi avvenuta a Roma il 22 ottobre del 2009. I militari dell’Arma coinvolti sono, oltre a D’Alessandro: Alessio Di Bernardo e Francesco Tedesco, accusati di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità. Tedesco è accusato anche di falso e calunnia Roberto Mandolini, mentre della sola calunnia risponde Vincenzo Nicolardi.

 

 

 

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