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Sabato, 09 Giugno 2018 14:13

Morto Gino Santercole, era un ragazzo della via Gluck. Nipote di Celentano

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Gino Santercole Gino Santercole

E' morto a Roma nella notte Gino Santercole, cantautore e nipote di Adriano Celentano. Aveva 78 anni. Santercole, nato a Milano nel 1940 da Rosa, sorella di Celentano, crebbe nella celebre via Gluck. Insieme ad altri artisti come Don Backy, Pilade e Gianco affiancò lo zio nella nascita del Clan Celentano. Scrisse le musiche di canzoni come Una carezza in un pugno, Svalutation, Straordinariamente, Un bimbo sul leone. Oltre che compositore, fu attore e chitarrista.

Negli anni '60, Santercole sposò Anna Moroni, sorella di Claudia Mori, moglie di Celentano, diventando quindi il cognato di suo zio. Da Anna ebbe due figli. L'ultimo post su Facebook di Gino Santercole risale allo scorso 6 giugno: "Buon giorno", si limitava a scrivere, sorridente, seduto, un libro in mano. Sul suo profilo si definiva "fattorino, lattaio e orologiaio".

Gino Santercole è morto nella sua casa di via dei Due Ponti a Roma, dove viveva da tempo, stroncato da un infarto a 77 anni. A confermare la notizia sono stati i familiari. Santercole era nato a Milano il 23 novembre del 1940. Chitarrista, cantante, compositore, aveva firmato canzoni rimaste nella storia come "Una carezza in un pugno" e "Svalutation". Canzoni che portarono al successo Adriano Celentano.

Una vita spesso all'ombra del Molleggiato, quella di Santercole, come lui stesso dirà nelle ultime interviste: cresciuto come detto nella celeberrima via Gluck, perde il padre da bambino, finisce in collegio, poi si mette a lavorare da orologiaio, come lo zio. E' con Celentano che Santercole debutta nel mondo della musica, prima con i Rock Boys poi con i Ribelli. Insieme al Molleggiato", a Pilade, a Don Backy e Ricky Gianco fonda "Il clan Celentano". Nel 1964 il debutto come cantante solista con "Attaccata al soffitto/Se vorrai", il primo successo nello stesso anno con "Stella d'argento". Nel 1966 la partecipazione a Sanremo, dove presenta in abbinamento con lo zio "Il ragazzo della via Gluck".

Nel 1968 il boom: esce il singolo "Azzurro", canzone scritta per il Molleggiato da Paolo Conte. Il lato B, solitamente considerato poco più che un riempitivo, è occupato da una sinuosa canzone d'amore, dall'andamento melodico perfetto per la voce calda di Celentano: è "Una carezza in un pugno", che negli anni diventa sempre più apprezzata, tanto da fare ombra persino al lato A.

Oltre alla collaborazione con Celentano, Santercole compone anche colonne sonore e intraprende la carriera di attore. Dalla fine degli anni '70 sulla vita di Santercole cala l'ombra nera della depressione: divorzia dalla moglie, e si allontana anche dalla coppia Celentano-Mori, che tanto significava per lui. Sono anni di psicoterapia e di silenzio. Nel 1999 il gran ritorno, e la riappacificazione in diretta con il Molleggiato che lo invita in tv al suo "Francamente me ne infischio". Il suo ultimo lavoro da musicista risale al settembre del 2014, con l'album "Voglio essere me". Un disco tra rock, blues e ballate.

 

 

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