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Venerdì, 01 Giugno 2018 11:33

AIC Corigliano-Rossano: Traditi i cittadini per la Città di Oliverio. Riaprite le porte alla città unica di Corigliano-Rossano

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L’AIC, l’Istituto di “nuova generazione” proclamato dalla Regione Calabria con la Legge Regionale 18 maggio 2017, n. 18, ovvero “Autorità Idrica della Calabria, ente pubblico non economico rappresentativo dei comuni della Calabria tutti ricadenti nell’ambito territoriale ottimale”. In data 17 marzo 2018 si è proceduto alle votazioni ove i sindaci della Calabria hanno eletto i 35 comuni costituenti l’assemblea dell’AIC.

I due Comuni di Corigliano Calabro e Rossano, ancora non fusi, hanno votato separatamente a mezzo dei rispettivi sindaci, Giuseppe Geraci e Stefano Mascaro. Con comunicazione del 15 marzo 2018, la Regione Calabria ha indicato le “nuove disposizioni” per i Comuni di Corigliano e Rossano, ossia “in considerazione dell’imminente fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e Rossano qualora fossero eletti uno o entrambi, sino al completamento dell’iter di fusione - da ritenersi concluso con l’elezione dei nuovi organi di amministrazione (ovvero sino alle elezioni politiche amministrative previste nel 2019) - in seno all’Assemblea dell’AIC subentrerà da subito il primo o i primi dei Comuni non eletti”.

La Regione e i suoi consiglieri che tanto si sono prodigati sulle positività delle fusioni, come primo atto in prossimità della fusione, qualora eletti, escludono la città unica di Corigliano Rossano dall’Assemblea e sino alle elezioni amministrative previste nel 2019. Ma la cosa che lascia sbigottiti - a seguito di accesso agli atti all'AIC- dai verbali delle votazioni, la prova documentata che l'ex sindaco Geraci non ha votato la sua città. Dai verbali emerge: la presenza del sindaco G. Geraci, ex sindaco della città di Corigliano Calabro, i seguenti suffragi, per i Comuni di Fascia A della provincia di Cosenza, zero voti per Corigliano, San Giovanni in Fiore 2, Rende 1, Paola 1, Montalto Uffugo 1, Acri 1.

Se la matematica non è un'opinione è palese il voto dell'ex sindaco della città fusa di Corigliano Calabro. Se il sindaco della città di San Giovanni in Fiore, città del Presidente Oliverio, non ha diritto a due voti solo perché la comunità del Presidente della Regione, il voto mancante a Corigliano è, di certo, finito in “tasca” a San Giovanni.
Viene da chiedersi il perché un sindaco non vota la sua città e vota quella del Presidente Oliverio. Viene da chiedersi perché un sindaco di destra sostiene una cittadina del Presidente Oliverio PD.

Quale oscure motivazioni possono esserci per fare optare un sindaco a non votare la sua città, ovvero se stessi. Arriva dalla iniziativa privata quella di richiedere alla Regione e al Suo Presidente, alla luce dell'impropria esclusione della città unica di Corigliano - Rossano, di riesaminare la costituita Assemblea AIC. In applicazione dell’art. 118 comma 4 della Costituzione considerare la sussidiarietà come il coinvolgimento della “forza sociale” nella gestione e nella offerta dei servizi di utilità generale ed aprire le porte dell'AIC anche alla città unica e ai suoi cittadini di Corigliano – Rossano, bannati e traditi dalla politica locale e da quella Regionale.


Graziella Algieri

 

 

 

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