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Mercoledì, 16 Maggio 2018 10:21

165° anniversario della nascita dell’enfant prodige Alfonso Rendano

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Alfonso Rendano Alfonso Rendano

In occasione del 165° anniversario della nascita, i Licei “Tommaso Campanella” celebrano la ricorrenza, promuovendo un importante convegno dedicato a questo enfant prodige che ha, nei secoli, portato onore alla nostra regione. E’ grazie al talento riconosciutogli anche oltre i confini nazionali che l’ambiente accademico ed artistico nazionale ha inteso partecipare a questo evento per apportare il proprio contributo in termini di riconoscimento del genio, testimonianza del lavoro e dell’eredità lasciata.

Dopo i saluti del Dirigente scolastico Prof.ssa Maria Grazia Cianciulli a tutti i numerosi e prestigiosi relatori ed alle figure istituzionali presenti, gli studenti del liceo Musicale allieteranno la giornata esibendosi nel prestigioso cine-teatro Vittoria di Diamante con brani inediti del famoso Maestro calabrese registrati per l’occasione in un CD audio che diventerà patrimonio dei Conservatori e centri di cultura italiani ed esteri. Saranno presenti i Direttori e Vice direttori di alcuni dei più prestigiosi Conservatori italiani, tra i quali relazioneranno il M° Santaniello NAPOLI, il M° Feroleto COSENZA, M° Battista, M° Maffia SALERNO, M° Arlia, M° Pullia NOCERA TERINESE.

Il Prof.Mario Bozzo Presidente Fondazione CARICAL, ente patrocinante, testimonierà del valore dell’artista universalmente riconosciuto che porta lustro non solo alla terra di Calabria. Francesco Iannucci Sindaco di Carolei (CS) paese natio del Maestro, racconterà episodi inediti della storia personale e del profilo umano di Rendano. Maria Passaniti Presidente Associazione Rendano di Carolei porterà una documentazione inedita che ci aiuterà a conoscere meglio aspetti ancora sconosciuti dell’artista. La Dott.ssa Enrichetta Salerno della Sovrintendenza delle Belle Arti e Paesaggio di Cosenza sottolineerà gli aspetti culturali dell’evento.

Il M° Francesco Perri del conservatorio “ Giacomantonio” Cosenza, Antonio Lavoratore Presidente dell’Accademia musicale F.S.“ Salfi” (CS) e la M° Renata Maione docente di Storia della Musica Presso il conservatorio San Pietro A Majella Napoli, dove il Maestro Rendano ha insegnato, parleranno degli aspetti didattici e dell’eredità artistica del nostro grande artista Alfonso Rendano pianista e compositore di levatura europea considerato , nella letteratura musicale, uno dei detentori più accreditati dell’eredità pianistica di Chopin.

Il Presidente dell’UNPLI Antonello Grosso La Valle che ha patrocinato l’evento sottolineerà l’importanza della valorizzazione della storia per il rilancio e la promozione dei territori calabresi così ricchi di tradizione cultura e talento. Un convegno culturale voluto ed organizzato dal Liceo Musicale dei licei T. Campanella da sempre attento a promuovere la cultura musicale partendo dalle proprie radici: la CALABRIA, regione ricca di talenti, personalità e grandi professionalità che hanno contribuito nel mondo a divulgare cultura e talenti.

Per l’occasione sarà presentato un CD audio prodotto da Hi Record del M° Musolino contenente musiche inedite di Rendano recuperate e registrate a cura dei docenti e studenti del Liceo Musicale. L’evento organizzato e coordinato dai M° prof. G. Corcione, M° prof R. Lombardi e A. Perrotta si terrà mercoledì 23 maggio alle ore 10 presso il cineteatro Vittoria dei Fr.lli Cavalcanti che con la loro sensibilità e disponibilità hanno reso possibile la manifestazione.

ALFONSO RENDANO

Nato il 5 aprile del 1853 in un piccolo centro alle porte di Cosenza Carolei. Rendano si avvicina alla musica da autodidatta. Alla sua educazione musicale, iniziata nella città capoluogo e proseguita a Napoli, contribuiscono i sei mesi in cui frequenta il Conservatorio di San Pietro a Majella (dopo averne superato brillantemente nel 1863 l’esame d’ammissione). Fin dal suo debutto, emergono le capacità tecniche e la maturità interpretativa, che gli dischiudono le porte di una precoce quanto brillante carriera artistica. Oltre a Napoli, Roma (1865), Milano e Firenze (1866), Rendano si esibisce anche in prestigiose sale e nei più aristocratici salotti di Parigi (1865), Rossini si adopera affinché il Governo Italiano conceda a Rendano una borsa di studio che consenta il perfezionamento del giovane all’estero. Nei tre anni di permanenza (1867-1870) nella capitale francese, la notorietà di Rendano progredisce di pari passo ai suoi studi, imponendosi prepotentemente all’attenzione di critici ed esperti. Diversi articoli, apparsi sulla stampa italiana ed estera, testimoniano esecuzioni pianistiche di grande qualità che incantano raffinate platee di mezza Europa.

L’enfant prodige trasformato in un acclamato professionista si esibisce in Italia (principalmente a Roma e Milano) così come nelle maggiori città europee (Baden, Vienna, Weimar, Budapest e ancora Parigi e Londra). Nella capitale d’oltre Manica Rendano suona per le più prestigiose istituzioni (New Philarmonic Society, Covent Garden, Crystal Palace, Alexandra Palace, Saint James Hall) nonché al castello di Windsor , su personale invito della regina Vittoria. Anche dopo il suo rientro in Italia (1874) continua a recarsi frequentemente all’estero per impegni professionali. Le sue composizioni vengono pubblicate da importanti case editrici italiane (Curci e Ricordi) e londinesi , il suo valore è riconosciuto dai critici più severi, nonché dai grandi musicisti del suo tempo (Bottesini, Bülow, Liszt, A. Rubistein).

Insegna per un breve periodo al Conservatorio di San Pietro a Majella, ma si dimette quando gli impediscono di mettere in atto un suo progetto di riforma. Istituisce, quindi, una scuola privata di pianoforte, dapprima a Napoli e dopo la sua chiusura, tre anni più tardi a Roma.Dopo gli anni di isolamento trascorsi in Calabria (1890-1902), Rendano si riaffaccia sui palcoscenici di Napoli, Milano e Roma con una serie di concerti: Letture ed interpretazioni musicali (1904-1908). Diradate le esibizioni pubbliche e dedicatosi all’insegnamento privato Rendano dà il suo ultimo concerto nel 1925 a Roma dove muore il 10 settembre 1931. La brillante carriera di esecutore, supportata dalla conoscenza di tutta la letteratura pianistica, consentono a Rendano di cimentarsi in un vasto repertorio a cui però, aveva preferito dare un taglio cameristico piuttosto che improntarlo al titanismo pianistico.

 

 

 

 

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