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Mercoledì, 16 Maggio 2018 08:53

Italia, un paese sempre in crisi, un Sud sempre più lontano dal Nord, salari da fame ed il peso delle tasse sempre più insostenibile

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La fotografia dell'Italia illustrata nel Salry Outlook 2018 redatto da JobPrincing è disarmante e smentisce ancora una volta quell'informazione di sinistra e di regime che ha sempre sostenuto che l'Italia è uscita dalla crisi e che i dati economici sono positivi. In realtà il popolo italiano è sempre più alla fame, i divari fra operai, amministrativi e dirigenti è sempre più ampio, come è in crescita il divario fra Nord e Sud ed è in perenne crescita la differenza di genere fra uomini e donne e la difficoltà per il mondo giovanile. Dall'analisi condotta con rigidi criteri scientifici emerge come gli stipendi dei lavoratori italiani siano praticamente immobili da anni.

Tranne quelli dei dirigenti. Nello studio emerge che "tra il 2016 e il 2017 lo 'spostamento' medio è stato di un misero +0,2%. Considerando che la crescita del salario lordo è stata dello 0,1% (dati Ocse), l'Italia va a piazzarsi tra le peggiori a livello europeo, superata anche dalla Grecia, altro Paese che vive un momento di profonda crisi economica. Peggio di noi in questa speciale classifica soltanto la Finlandia, che ha fatto registrare un -01%.

La lenta crescita delle retribuzioni, che avanza di pari passo con l'inflazione, ha prodotto un leggero miglioramento del potere d'acquisto degli italiani, ma soltanto sulla carta. Le tasse pesano come un macigno, soprattutto per chi guadagna meno di 35mila euro all'anno, ossia l'83,6% dei lavoratori. Praticamente otto su dieci. Nel 2017, in Italia la retribuzione media lorda è di 29.380 euro (30.642 nel 2016), dato che posiziona l'Italia al nono posto in Europa, dietro i principali Paesi europei.

Sempre più alto il divario fra Nord e Sud. Per il Salary Outlook 2018 di Job Pricing, "nel 2017 la forbice si è fatta ancora più ampia: rispetto al 2016 nel settentrione le retribuzioni sono aumentate dello 0,3%, mentre nel Mezzogiorno sono scese dello 0,3%. Distanza sottolineata anche dalla classifica delle Regioni, che vede la Lombardia al primo posto con uno stipendio medio di € 31.718 lordi annui, con la Calabria fanalino di coda con 24.453 euro lordi all'anno".

Drammatica la situazione dei giovani. Un quadro complessivo che dimostra come l'Italia sia ancora in piena crisi oramai da un decennio, cioè dal 2008, con il continuo aumento di disuguaglianze e di differenze fra ceto medio che diviene sempre più povero, con un ceto povero oramai allo stremo e con un ceto ricco sempre più ricco. Divari tipici delle crisi, ma una crisi che dura da un decennio ha trasformato radicalmente un Paese che, un tempo, nutriva ottimismo e fiducia nel futuro in un Paese demotivato e triste.

Un Paese sempre più sfiancato da una crisi che dura da fin troppo tempo con una classe politica che finora non ha saputo porre rimedio ad una situazione complessiva sempre più pesante ed asfissiante.


Redazione

 

 

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