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Mercoledì, 16 Maggio 2018 08:47

Napoli, la rinascita di Scampia e Ponticelli. La società civile protagonista del cambiamento, a quando una primavera anche in Calabria?

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Scampia, la più grande piazza di spaccio in Italia, il regno di "Gomorra", oggi, alza la testa ed avvia il suo grande cambiamento, la sua rinascita, la sua primavera. Abbattimento delle Vele, apertura di sedi universitarie, riduzione delle piazze di spaccio, grande azione della società civile, forte impegno dell'antimafia sociale, azione diligente dell'amministrazione a guida De Magistris.

Questi alcuni dei fattori che hanno determinato una grande inversione di tendenza e che hanno modificato un quartiere di Napoli che conta circa 90.000 abitanti che era il regno di "Gomorra" con tutti i suoi risvolti di violenza e di illegalità. Ma la rinascita di Scampia deve essere anche un monito per altri territori a densa presenza criminale e, fra questi, soprattutto la Calabria, regno incontrastato della 'ndrangheta, oramai riconosciuta da tutti quale l'organizzazione criminale più potente del Paese e fra le più potenti e ramificate al mondo. Per descrivere la situazione attuale di Scampia proponiamo un articolo pubblicato su www.napoligiornalegratuito.it a firma Redazione.

Un laboratorio permanente sulle periferie

Le reazioni. “Il Sabato delle idee” mette in rete università, scuole ed associazioni presenti per lo sviluppo del territorio. Eravamo a Gianturco nel cuore della periferia di Napoli Est nel 2009 quando è partito “Il Sabato delle Idee” ed eravamo a Gianturco nel 2015 quando abbiamo avviato la riflessione sulle periferie napoletane guidati dall’idea di Renzo Piano di una ‘riqualificazione urbanistica che diventa rammendo sociale‘. E oggi “Il Sabato delle Idee” anche sul tema delle periferie vuole evolversi da incubatore di idee a sollecitatore di azioni concrete. Così lo scienziato Marco Salvatore, fondatore de “Il Sabato delle Idee” aprendo all’Istituto Tecnico Industriale “Galileo Ferraris” l’incontro dedicato al “Futuro di Scampia dopo le Vele” ha annunciato la nascita di un “Laboratorio progettuale permanente per le periferie napoletane“.

Da Scampia a Ponticelli

l’idea è quella di mettere in rete i grandi poli formativi della città, le scuole eccellenti di periferie e le associazioni più attive dei territori per iniziare a lanciare nuovi progetti per lo sviluppo delle periferie anche e soprattutto, come ha spiegato Marco Salvatore, “mettendo al centro della cabina di regia progettuale i giovani e gli studenti che in questi anni di incontri ci hanno mostrato competenze e reattività e ci hanno trasmesso un grande entusiasmo e un’importante iniezione di fiducia sulla speranza di rilanciare Napoli partendo dai suoi serbatoi meno utilizzati“. E proprio dai giovani sono arrivate alcune delle proposte concrete più interessanti nel dibattito del “Sabato delle Idee” coordinato dal responsabile della redazione napoletana del quotidiano La Repubblica, Ottavio Ragone. “Perché Napoli è celebre nel mondo per le sue stazioni metropolitane con installazioni artistiche e l’unica fatiscente è quella di Scampia?“.

La proposta degli studenti

La provocazione, che è anche una proposta, è venuta da Vincenzo Gaezza, studente prossimo alla maturità all’Istituto Ferraris. Lui come altri studenti hanno individuato tra i problemi principali del quartiere la sua scarsa ‘attrattività’. “Bisogna fare in modo che la gente degli altri quartieri possa venire a Scampia anche la sera“. È il coro unanime degli studenti che sottolineano come a Scampia manchi un cinema, un teatro con un cartellone appetibile per i giovani, manchino dei locali per i ragazzi come ‘i baretti’ della movida cittadina.

Il teatro come punto di sviluppo per Scampia

Per lo sceneggiatore Maurizio Braucci, direttore artistico del progetto di Teatro-Pedagogia “Arrevuoto” e per l’attrice Gina Amarante, tra i grandi protagonisti di Gomorra – La Serie, proprio il teatro può essere uno dei grandi strumenti di sviluppo di Scampia: sia come momento di formazione culturale per i giovani, sia come strumento di ‘attrazione’ verso il quartiere. Un quartiere già “socialmente accogliente”, anche più di altri, quello di Scampia, come ha spiegato il procuratore capo della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, sottolineando “il grande esempio civico venuto da Scampia nel rispetto dell’insediamento dei campi Rom, a differenza di quanto magari sarebbe accaduto in alcuni quartieri ‘bene’ della città”.

La riqualificazione urbanistica

Intanto a Scampia è tutto pronto per la rivoluzione epocale dell’abbattimento delle vele, come ha spiegato l’assessore comunale all’urbanistica Carmine Piscopo. Con lui il vicesindaco Raffaele Del Giudice e l’assessore al lavoro, Enrico Panini. Mezza giunta comunale al Ferraris per testimoniare l’attenzione su Scampia e aggiornare la cittadinanza sul cronoprogramma per l’abbattimento della prima vela, la Vela Verde. Agli inizi di aprile si è chiuso il bando per l’assegnazione dei lavori di abbattimento e ora, secondo Piscopo, “senza intoppi nelle procedure di assegnazione dopo l’estate potranno iniziare i lavori“.

Scampia avrà anche la Facoltà di Medicina

Un primo punto fermo a cui si è aggiunta una seconda buona notizia per Scampia. “Ad ottobre 2019 saremo pronti ad avviare a Scampia il primo anno accademico dei corsi di laurea delle professioni sanitarie della Facoltà di Medicina”. Così l’annuncio del Rettore dell’Università Federico II, Gaetano Manfredi, che ha voluto ringraziare la giunta De Luca per l’impegno della Regione su Scampia dopo 12 anni di attese e ritardi. Un impegno testimoniato dalla presenza al Ferraris dell’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini, che ha illustrato agli studenti le grandi opportunità del progetto “Scuola Viva”. Cento milioni di euro in quattro anni per 450 scuole campane per far ‘vivere’ le scuole fino alla sera con attività sportive, teatrali, culturali e finalmente con la possibilità di una programmazione a lungo termine. Ora per cogliere queste importanti opportunità tocca anche agli studenti e ai dirigenti d’Istituto: in sala con il preside del Ferraris, Alfredo Fiore, c’era anche il preside del Sannino-De Cillis di Ponticelli, Paolo Pisciotta con i suoi studenti, seduti accanto ai rappresentanti delle associazioni del quartiere, dal Gridas ai Pollici verdi. “Le Università debbono prendersi cura dei giovani delle periferie per i quali un esercito di formatori è importante quanto l’esercito militare lo è per la sicurezza del territorio”, ha evidenziato Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, spiegando che “la vera rivoluzione deve essere quella di un nuovo sistema di valori”.

Fonte: www.napoligiornalegratuito.it
a firma Redazione

 

 

 

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