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Martedì, 15 Maggio 2018 16:22

“E mo'?”: sabato 19 maggio 2018 alle 15,30, Meridionalisti a Scampia

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Vediamoci a Scampia. Vediamoci quando, dove, chi, perché? Quando, dove: sabato 19 maggio, alle 15,30, all'Officina delle Culture Gelsomina Verde, a Scampia. Un luogo che più simbolico e beneaugurante non potrebbe essere: l'ex maggior droghifico d'Italia alla luce del sole, dove andavano a spegnersi vite e speranze dei giovani scampioti, trasformato nella casa della rinascita, della musica, dell'incontro, dello studio, del lavoro, dell'artigianato...

E l'occasione non è meno importante: il Campus dell'Antimafia sociale 2018 “Dalle pedagogie del potere al Potere della Pedagogia. I sogni del riscatto del Sud”. Ci saranno anche tantissimi studenti dell'università di Arcavacata che verranno con i pullman e il professor Giancarlo Costabile. Chi: chiunque pensi che il Sud oggi debba pensare a come uscire dalla solitudine, l'abbandono, lo sfruttamento coloniale da parte del resto del Paese, la sua consegna al crimine organizzato con patti Stato-mafia e accordi con l'economia del Nord. Sono sorti comitati, associazioni, partiti di ogni genere, a Sud, nella ricerca di strumenti per farsi sentire. Di solito, in orgogliosa solitudine e in lite fra loro, salvo eccezioni.

A Scampia ci si va, sabato, per dire e ascoltare. E per...? Dire, ascoltare e capire come il molto sparso e conflittuale possa diventare qualcosa di diverso e più utile. Una sorta di anticipo di Stati Generali del Sud che potrebbero pure non esserci mai: dipenderà dai partecipanti e da quel che ne sortirà. Non c'è alcun progetto, se non quello di: è possibile un progetto? L'unico punto all'ordine del giorno, per capirci, è: “E mo'?”. Tutti benvenuti: attivisti territoriali e antimafia, meridionalisti con partito e senza, piddini delusi e cinquestelle convinti o sconfortati, conservatori smarriti, anarchici speranzosi, neoborbonici e no, ambientalisti tenaci e combattenti sociali irritati o anche solo curiosi e perditempo (astenersi leghisti e altri razzisti)... purché tutti ancora non domi, ancora convinti che solo chi non ci prova non ci riesce e che non conta quante volte perdi, basta vincere una volta sola: l'ultima.

Perché: per rimediare a questo deficit di rappresentanza, assenza di peso politico, negato anche quando vota in blocco per il Pd (regionali del 2015), contro il referendum di massacro dei diritti costituzionali voluto dal Pd renziano, o per il M5S. Persino quando, vedi il caso Sicilia, hai un monocolore totale (con il centrodestra berlusconiano dei 61 parlamentari su 61), la politica è sempre a danno del Sud, i cui voti vengono messi a servizio del Nord. Eppure, da più di un decennio, a Sud proliferano esperienze politico-sociali di base uniche in Italia, per dimensione e diffusione: contro l'inquinamento da rifiuti o industriale; per il recupero della storia taciuta; contro trivella selvaggia e progetti di devastazione ambientale con la scusa di un batterio sulla cui pericolosità per gli ulivi non si hanno prove certe, anzi; contro la mafia; contro gasdotti che paiono progettati per distruggere i più bei tratti di costa e il turismo che finalmente prende quota... Tutto questo può acquistare un diverso peso nelle scelte che riguardano il Sud?

Avviso: qualunque cosa ne nasca (se nascesse), personalmente non ne farei parte. Non ho cambiato idea sul fatto che la cosa più utile sia la mia libertà di giudizio (e di sbagliare) unita alla partecipazione a tutto quello che può portare al rispetto dei diritti negati al Sud. A volte questo è servito, a volte no e ho preso anche colossali sberle. Ma voglio tenermi fedele alla mia regola: se puoi fare qualcosa, falla. Ci vediamo a Scampia. Chi non potrà, sarà informato; chi sceglierà di non esserci (liberi tutti), per poi spiegarci che: “Avreste dovuto, invece...”, non rompa i coglioni. Ma si può sempre cambiare idea.

Pino Aprile

 

 

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