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Sabato, 12 Maggio 2018 08:25

La storia delle 90 navi dei veleni affondate nel Mediterraneo ed il pentito di 'ndrangheta, Francesco Fonti, boss di San Luca deceduto nel 2012

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La storia delle "Navi dei veleni" che rimane coperta da misteri e da ombre ogni tanto ritorna di attualità. Infatti in occasione della tappa calabrese del Giro d'Italia in Rai nel descrivere il territorio interessato dalla tappa ciclistica giunti a Cetraro è stata menzionata una presunta "nave dei veleni" che sulla base di alcune dichiarazioni di un pentito di 'ndrangheta sarebbe stata affondata al largo delle coste cetraresi.

Ovviamente tutti i rappresentanti politici della zona, quasi tutti del Pd, dal Senatore Ernesto Magorno, già sindaco di Diamante, al consigliere regionale Giuseppe Aieta, già sindaco di Cetraro, si sono subito risentiti gridano allo scandalo e accusando la Rai di denigrare un territorio che può vantare un mare limpido ed assolutamente non coinvolto in nessuna presunta azione di inquinamento relativa a relitti stracolmi di rifiuti. Ovviamente denigrando anche l'attendibilità del pentito di 'ndrangheta che aveva indicato nella zona marittima al largo di Cetraro l'eventuale luogo dove sarebbe stata fatta affondare una delle nevi dei veleni.

E' bene ricordare che le indagini svolte in merito accertarono che una nave ritrovata nei fondali antistante Cetraro era un relitto di guerra e non una nave con rifiuti. Ma, in realtà, la vicenda delle "Navi dei Veleni" è maledettamente più complessa ed articolata. Basti semplicemente menzionare che nel mese di febbraio del 2017 la Commissione Parlamentare per i rifiuti desecretò una lista in possesso del Sismi dal 1995 che elencava ben 90 navi affondate nel Mediterraneo nel periodo dal 1989 ed il 1995 coinvolte nel turpe traffico di rifiuti tossici e radioattivi. Inoltre il pentito di 'ndrangheta che collaborò con i giudici sul traffico delle navi era Francesco Fonti di San Luca che cessò di vivere nel dicembre 2012 in seguito ad un tumore mentre si trovava in una località protetta.

Nel leggere il libro autobiografico "Io Francesco Fonti, pentito di 'ndrangheta e la mia Nave dei Veleni" edito da Falco Editore nel 2009 di tutto si può affermare su Francesco Fonti ma non che non sia stato un criminale di spessore e che, da pentito, non abbia detto ed affermato molte verità. E' ovvio che poi quando un pentito osa parlare di intrighi internazionali che coinvolgono gli apparati dei servizi segreti di più stati, che coinvolgono settori politici di altissimo livello e che coinvolgono intrecci e collusioni inimmaginabili l'unica strada percorribile non è solo la tecnica dei depistaggi tanto cara ai servizi segreti italiani ma anche quella della diffamazione costante e continua mirata ad annullarne qualsiasi credibilità.

La storia delle Navi dei Veleni rimarrà coperta dal Segreto di Stato, rimarrà una storia piena di ombre dove la verità non verrà mai a galla come tante altre storie italiane. Ma non è assolutamente detto che le 90 navi contenute nell'elenco del Sismi non siano realmente affondate nel Mediterraneo e non è detto che anche se qualcuna di esse nell'essere state ritrovate non siano passate poi per altro considerando che su tali indagini vige il più stretto Segreto di Stato e non è detto che sull'esigenza suprema del Segreto di Stato la verità sia divenuta leggenda e la verità costruita quella, invece, ufficiale e definitiva. n Italia, Paese dai tanti misteri insoluti, non sarebbe ne la prima e ne l'ultima volta.

Tutta la storia delle "Navi dei Veleni" è densa di tanti misteri che rimarranno per sempre insoluti, dalla morte del Capitano De Grazia che indagò per primo sulla vicenda, alla dichiarazione del figlio di Francesco Fonti che affermò di aver ritrovato il piccolo appartamento dove viveva Francesco Fonti da pentito, completamente sottosopra, nell'immediatezza della morte dello stesso Fonti come se qualcuno volesse ritrovare documenti o memoriali contenenti segreti inconfessabili. Anche questo ennesimo episodio ricorda tanti episodi analoghi in tante altre vicende di mafia, politica e trame occulte delle quali la storia d'Italia è profondamente permeata.

Redazione

 

 

 

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