Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy

          

Giovedì, 10 Maggio 2018 09:27

Mendicino tra città e borgo

Rate this item
(0 votes)

Riceviamo da Luciano Luciani e volentieri pubblichiamo. "Cosa comporta il titolo di città? Si riesce a "vendere" meglio il proprio territorio rispetto ai "semplici" comuni: più turismo, più introiti, una spinta decisa all'economia e, naturalmente, al prestigio dell'amministrazione comunale (gira e rigira sempre lì si va a finire!). No assolutamente, è solo un titolo che in parole povere dovrebbe servire come puro e semplice "marketing territoriale", visto che i comuni vengono classificati (e quindi i contributi erogati) in base agli abitanti e non ai titoli posseduti. Quello che mi è strano che mentre altri piccoli Comuni aspirano a diventare Borghi incantevoli, meta di visitatori e di turisti, segno di bel vivere, di cucina ottima e di gente semplice, noi come immagine ci affidiamo a una immagine di un luogo di urbanizzazione, di vita caotica e di stress del vivere."

"Anche le progettazioni della Regione vanno nella direzione di salvaguardare i piccoli Borghi, a cui destinano importanti risorse. Lo stesso GAL di cui fa parte Mendicino è uno strumento di sviluppo pensato per le aree rurali e non urbane. La stessa economia del futuro offre decisamente opportunità esclusivamente a sviluppi delle aree rurali che contemplino la sinergia tra ambiente, agricoltura, artigianato, turismo per un vivere bene comune. E’ legittimo avere una idea di sviluppo per chi amministra, e spero di sbagliarmi e che questa comunità abbia risultati e benefici inimmaginabili da queste politiche di città. Credo sia legittimo ugualmente esprimere un pensiero alternativo, non per dire di avere ragione, ma per far pensare, per riflettere, senza pregiudizi."

"Personalmente per quel che vale, Mendicino per il suo territorio, per la sua vivace popolazione, per i molti personaggi importanti che vivono in questo Borgo, poteva aspirare ad uno sviluppo diverso da quello intrapreso da Castrolibero e Montalto, aree ormai in fase di integrazione con Cosenza e Rende, che però stanno perdendo progressivamente le loro identità e le opportunità di sviluppi alternativi. Certo presuppone una volontà Comune a intraprendere un percorso molto più difficile, ma pieno di possibilità e di futuro , principalmente per i meravigliosi ragazzi che questo Paese ha e io dico … Perché NO?"

Per concludere una descrizione di Mendicino su Wikipedia:

Città di Mendicino “si apre in ampi spazi verdi: la strada è fiancheggiata da numerosi ulivi, fichi, querce, vigneti e campi seminati a grano circondati da viottoli erbosi che costeggiano la strada, insieme a rari casolari appoggiati sulle colline. Giunti a Candelisi, ci appare a sud, la prima veduta dell'antico paese con due erte di case. Il sole nasce sul belvedere, propaggine di una gola di fiume culminante con la torre dell'orologio, edificata su una ventosa distesa di ulivi. Sul pendio troviamo il rione “Castello” che affida le sue vecchie case all'antico muro che le abbraccia insieme al viale alberato, e che, dalla vecchia Piazza del Duomo giunge fino alla piccola chiesa di Santa Caterina. L'altra sponda dalla strada e della piazza principale sono costeggiate da eleganti e grandi case risalenti al tardo ottocento: portoni e scale in pietra, larghi balconi, terrazze ed inferriate leggere in stile rinascimentale. Il borgo si inerpica sulla collina con case sempre più minute e serrate, con vicoli a gradoni e rumorose piazzuole, alternando archi a scalette sospese e a finestre di gerani: il nucleo centrale di Mendicino. In testa, si erge il vecchio Palazzo Campagna Del Gaudio, dimora nobiliare di fine Settecento, che si staglia dal cortile di ippocastani in delicatissimi toni di grigio e bianco, e dotato di un elegante porticato in pietra. Risalendo le strette curve che portano al Santuario in stile gotico di Santa Maria, la veduta opposta è altrettanto bella: ad ovest il paese si stempera in colline tinte di giallo e rosa, e di fronte, il Duomo con la sua facciata laterale con finestroni e il campanile, posata su un'enorme roccia color senape, dimora di gazze."
Firmato Luciano Luciani dei “Cittadini per Mendicino”.

 

 

Share/Save/Bookmark

SEGUI LA DIRETTA TV DI CALABRIA NEWS 24

La Calabria vista da... Mario Greco

« May 2018 »
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      

Archivio Articoli