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Correva il 5 dicembre 1993, sono trascorsi ben 25 anni, ed allora Giacomo Mancini, leader storico del socialismo italiano dopo tanti e tanti anni in Parlamento da protagonista, viene eletto Sindaco di Cosenza. Un momento politico storico che delinea come Giacomo Mancini,a differenza di altri e da vero leader, aveva compreso i mutamenti in atto. Il biennio '92 - '93 cambiò radicalmente la struttura politica del nostro Paese. Furono gli anni del giustizialismo di tangentopoli, furono gli anni in cui un golpe politico - giudiziario con la ferrea alleanza con i mass - media cambiò la classe politica e spazzò via la storia ed i protagonisti della cosiddetta Prima Repubblica.

Furono gli anni in cui caddero la vecchia Dc, il vecchio Psi e l'intero pentapartito. Anni in cui furono sottoposti alla gogna tutti i leader politici ed in primis il più autorevole, Bettino Craxi. il pool di Mani Pulite a Milano ebbe il ruolo di testa d'ariete di sfondamento di una intera classe politica da eliminare. Giacomo Mancini non venne eletto nelle elezioni del 4 aprile 1992 cadendo sulla preferenza unica e sul potere dei gruppi di gestione del voto di scambio delle componenti del vecchio Psi calabrese gestito da logiche perverse dalle quali Giacomo Mancini si era volutamente allontanato.

Ma l'indomito Giacomo pur avendo subito una sconfitta non si arrese. "Ho perso una battaglia ma non la guerra" affermò lo stesso Mancini la notte del 4 aprile nella sua segreteria di Viale della Repubblica a Cosenza confortando i suoi fedelissimi appena avuta la certezza della mancata elezione alla Camera. E già da allora pensò come ritornare sulla scena. E vi riuscì con l'elezione a sindaco l'anno successivo. Con una mossa politica da grande leone. Mancini comprese prima di tutti che una stagione era finita e comprese la necessità di superare i rigidi steccati della Prima Repubblica imposti dal muro di Berlino, dalla guerra Fredda e dalla rigida divisione del mondo in comunisti e anticomunisti.

Con a caduta del Miro dio Berlino nel 1989 questa rigidità si era dissolta ed rea quindi possibile definire nuove alleanze, anche quella fra una identità e storia socialista e quella di una identità di destra. E questo Giacomo Mancini fece con l'alleanza con la "Lista per Cosenza" che ideata da Arnaldo Golletti, storico esponente della destra cosentina, apriva nuovi scenari e nuovi varchi. Fu una scelta azzeccata. Del resto il 1993 fu l'anno in cui un ricco imprenditore che era appena sceso in campo, Silvio Berlusconi, sostenne pubblicamente la candidatura di Gianfranco Fini, esponente della destra, a Sindaco di Roma che perse per pochi voti con il candidato della sinistra, Francesco Rutelli, la Lega Nord andò al comando del Municipio di Milano. Anche la vittoria di Giacomo Mancini nella sua amata Cosenza segnò un importante momento politico che aveva anche una valenza nazionale. Sono trascorsi ben 25 anni da allora. Il 5 dicembre 1993 rimarrà per sempre nella storia della città dei Bruzi.


Redazione

 

 

 

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