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Mentre gli ultimi sondaggi confermano la perenne discesa dei consensi del Pd in Calabria che da un fallimentare 14,3% preso alle politiche del 4 marzo sembra veleggiare a vele spiegate verso un miserevole e fallimentare 10% soprattutto se confrontato al potere gestito fra Regione e centinaia di sindaci il Pd calabro continua a dividersi e a caratterizzarsi quale recinto di burocrati e generali oramai senza alcun esercito e sempre più invisi al popolo. 

Nessuna intenzione di dare spazio ai giovani. Nessuna intenzione per i big eterni da Mario Oliverio e Nicola Adamo solo per fare qualche nome di personaggi che gestiscono il partito da tempi oramai immemorabili di mettersi da parte o di favorire la crescita di una nuova generazione. Neanche a pensarci. 

L'importante è gestire e rimanere al potere fini alla naturale e inevitabile estinzione del partito. In un quadro così deludente e, a dir poco, drammatico l'unico pensiero dei big è quello di prepararsi per la ricandidatura alle regionali senza sapere che come sono quasi scomparsi in Parlamento dove sono stati eletti solo due deputati ed un solo senatore scompariranno anche dalla Regione e quello di partecipare al congresso nazionale e alle primarie collocandosi, a fiuto, verso il più probabile vincitore. e su questo il maestro per eccellenza è il Governatore Mario Oliverio che, pur non sbilanciandosi, avendo fiutato la sempre più probabile vittoria al congresso, quando si farà, del Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, è ovviamente pronto, come è solito fare, a salire sul carro vincente di Zingaretti, anche se il carro del Pd è oramai un carretto sempre più cadente.

E, a proposito di congresso, la tendenza è quello di posticiparlo sempre più. Infatti è molto probabile che la direzione nazionale del partito valuterà positivamente la richiesta di rinvio inoltrata dal partito calabrese oltre a quello del Piemonte, della Campania e del Molise. E' probabile che per l'elezione dei segretari regionali se ne discuterà con l'anno nuovo. Intanto in Calabria il Pd si divide fra chi si schiera con Marco Minniti che nella sua regione non ha avuto quell'entusiasmo che forse si aspettava, e Nicola Zingaretti.

E nel Pd, come sul Titanic, mentre la nave affonda l'orchestra e gli orchestrali continuano a suonare, convinti che nulla sia accaduto e convinti che il Pd sia sempre quello di un tempo. Questo è il solito destino di chi vive di potere e di chi non accetta la fine di una stagione. Una stagione che per alcuni personaggi calabresi del Pd che è durata per una vita intera. Personaggi alla fine mediocri che dalla fortuna e dalla politica hanno avuto tanto, anzi troppo.


Redazione

 

 

 

 

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