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"Si è chiusa oggi la seconda edizione di Dems School. Tre giorni di incontri, dibattiti, approfondimenti con sessioni di lavoro e momenti di confronto per far emergere un’idea, un progetto concreto su come cambiare la Calabria da qui a dieci anni. In questi tre giorni sono stato insieme ai ragazzi di Dems: ho visto in loro partecipazione, passione, la qualità del lavoro fatto pensando alla Calabria che immaginiamo e che vorremmo. La politica non può e non deve vivere solo di passato o di presente, ma deve guardare necessariamente al futuro, dando prospettive e immaginando quello che accadrà."

E' quanto scrive in un comunicato Carlo Guccione, Consigliere regionale Pd. "Oggi la parte migliore di questa regione va via. Questo rischia di rendere ancora più marginale la Calabria. Ed è qui che si registra il fallimento della classe dirigente. A testimoniarlo due dati emblematici: 180mila giovani calabresi negli ultimi anni sono andati via; il Porto di Gioia Tauro doveva diventare un porto strategico e invece è un deserto. Nel 2008 era il primo porto del Mediterraneo con 3 milioni e mezzo di containers lavorati, oggi sono 2 milioni e mezzo."

"Bastano già questi due dati a farci capire che abbiamo bisogno di scelte radicali, di un profondo cambiamento. Cambiamento che in questi quattro anni non siamo riusciti a dare, nonostante governassimo la Calabria e tutte le regioni del Mezzogiorno. Oggi con i giovani e le loro idee bisogna mettere in campo un nuovo progetto programmatico e politico per questa regione. Bisogna incontrarsi insieme al mondo universitario, le associazioni, i sindacati, la Chiesa per fare gli Stati generali della Calabria. Credo sia necessario aprire una Costituente."

"Ormai è vicina la campagna Congressuale del Pd. Non siamo interessati al referendum tra le persone in campo. Per vincere serve il contributo di tutti, ma per rendere credibile una proposta politica deve esserci netta alternatività e discontinuità con il passato. Ciò è credibile solo con chi ha dimostrato in questi anni di essere coerente, vanno banditi i trasformismi: la posta in gioco riguarda il futuro di questo Paese e della sinistra italiana. La sconfitta più cocente nella storia della sinistra italiana nelle ultime elezioni politiche ha portato al Governo forze che oggi mettono in seria discussione la tenuta economica e sociale del nostro Paese, ma non si facciano illusioni coloro che pensano che una possibile implosione del Governo giallo verde possa vedere in noi l’Alternativa."

"Il tempo del consociativismo e del gattopardismo, tipico delle classi del Mezzogiorno, è finito. Chi pensa di far prevalere la propria adesione a un candidato segretario del Pd rispetto a un altro, solo sulla base del fatto che quel candidato che era ministro del Governo non ha sostenuto la battaglia per far cambiare il commissario alla sanità, sbaglia. Non siamo interessati ai soliti giochetti. A noi queste considerazioni non ci appartengono. È paradossale che oggi chi è stato protagonista di questa stagione che ha collezionato solo sconfitte, adesso cambia casacca e addirittura vorrebbe spiegarci come ripartire."

"Aderiamo alla proposta di Zingaretti a segretario nazionale del PD, perché è l’unica proposta politica che va nella direzione di una radicale alternativa e discontinuità rispetto agli ultimi 4 anni di Governo. Zingaretti ha messo in campo una proposta che oggi è in grado di far vivere una politica di sinistra con al centro parole chiavi come quelle dell’uguaglianza, della redistribuzione della ricchezza, dei diritti facendo diventare il Pd un grande partito di popolo fuori da una logica padronale o da comitato elettorale."

"Abbiamo conosciuto l’impegno di Zingaretti quando insieme abbiamo sostenuto Andrea Orlando a candidato segretario nazionale del Pd contro Renzi. Ci accomuna una visione collettiva del partito e della società dove prevale il noi rispetto alle forme diffuse di egoismo individuale."

 

 

 

 

 

 

 

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La Calabria vista da... Mario Greco