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Se in Calabria vi è un furbo della politica è senz'altro il lupo di San Giovanni in Fiore, cioè Mario Oliverio e lo dimostra la sua folgorante e vecchissima carriera politica. A soli 27 anni nel lontanissimo 1980 era già consigliere regionale eletto nella lista del Pci proveniente dalla Stalingrado cosentina, la rossissima san Giovanni in Fiore, patria del comunismo calabro ed anche del post - comunismo. A 32 anni assessore regionale all'agricoltura, poi deputato per ben quattro legislatura anche se in tale veste nessuno ne ricorda le gesta essendo stato uno dei tanti "peones".

Ben diversa fortuna ha invece avuto in Calabria dove la preparazione culturale è un optional senza valore e dove ciò che conta è stare sempre con il più forte e sul carro del vincitore. Su questo Mario Oliverio è un vero maestro dal quale imparare. Sempre con il più forte nel suo Pd. Infatti dopo essere stato finanche renziano dimenticando che Renzi non voleva candidarlo nelle regionali del 2014, oggi, Oliverio gioca su due sponde. Da un lato mantiene contatti con Nicola Zingaretti suo collega alla Presidenza della Regione Lazio, dall'altro attende la decisione dell'ex ministro Marco Minniti. Quando annuserà chi guiderà il carro del vincitore farà la giusta scelta.

Quella che ha sempre fatto. quella di salirci sopra. Se non avesse avuto questa capacità come poteva un politico in fin dei conti non eccelso poter mantenere viva una carriera politica da ben 38 anni. Ed è il caso di ripetere da ben 38 anni. consigliere regionale, assessore regionale, quattro volte deputato, due volte presidente della Provincia, da quattro anni Presidente della regione e pronto a ricandidarsi alla Presidenza con un Pd oramai ridotto in Calabria al 10% ma pronto anche ad abbracciare il civismo di facciata che dovrebbe essere assurdo per un professionista della politica come Oliverio non avendo nei suoi 65 anni di vita fatto altro.

Infatti Oliverio è pronto a costruire un bel gruppetto di liste civiche foraggiate dall'immenso potere di un Governatore - Imperatore che ha annullato il consiglio regionale e la giunta rispolverando un centralismo democratico di staliniana memoria. Infatti il comunista di San Giovanni in Fiore nato nella Stalingrado cosentina è sempre, in fondo, un abile burocrate della nomenclatura comunista che governa la nostra povera terra. Chi vivrà vedrà. Anche nel prossimo congresso nazionale del Pd Mario Oliverio saprà schierarsi con il segretario vincente, come sempre.


Redazione

 

 

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