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Correva il 12 marzo 2015, il Consiglio dei Ministri dell'epoca su indicazioni degli allora sottosegretari Luca Lotti e Graziano del Rio e con il consenso del Ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, nominava l'Ingegnere Massimo Scura Commissario ad Acta per l'attuazione del vigente Piano di Rientro dei disavanzi del Servizio Sanitario Regionale (SSR) calabrese, secondo i dettami della Legge 23 dicembre 2009 n.191.

Una nomina fortemente voluta dall'allora Governo targato Pd, dava inizio ad uno scontro clamoroso fra il Governatore dello stesso Pd, Mario Oliverio, che non ha mai digerito tale nomina che nei fatti lo esautora dal controllo e dalla gestione della sanità calabrese e lo stesso Commissario Massimo Scura. In molti sostenevano nei corridoi della politica che l'inamovibilità del Commissario Scura era dovuta anche e soprattutto dalla protezione di un potente (allora) sottosegretario calabrese dell'epoca dello stesso partito dell'allora Ministro Lorenzin.

Quel partito, l'Ncd, oggi miseramente naufragato dopo l'uscita di scena dell'allora segretario e Ministro Alfano. Ma si parla di equilibri del passato oramai morti e sepolti per effetto dalla rivoluzione copernicana avvenuta con le elezioni politiche del 4 marzo e con l'avvento al Governo della Lega e del Movimento 5 Stelle operativi dal primo giugno scorso.

Ma, nonostante i cambiamenti del 4 marzo, il Commissario Scura è saldamente al suo posto nonostante l'attuale Ministro targato 5 Stelle, Giulia Grillo, abbia candidamente ammesso che gli obiettivi prefigurati dal Piano di Rientro non sono stati raggiunti e che la situazione complessiva della sanità in Calabria sia addirittura peggiorata dal 12 marzo 2015 in poi. E questo è palese ed evidente.

La stessa Ministra Giulia Grillo lo scorso 2 agosto rispondendo ad una richiesta in commissione al Senato del senatore Siclari di Forza Italia ha sostenuto l'esigenza della permanenza del commissariamento pur riconoscendo "Una gestione commissariale che non è stata risolutiva. anzi ha affossato una regione che aveva grandi difficoltà visto i suoi grandi problemi". "Non vi è nessun fondamento - ha inoltre dichiarato la Ministra - nessun fondamento per uscire dal commissariamento: né politico, né economico, né giuridico".

Con tale assunto la Ministra ha comunque sottolineato che è "prerogativa del Governo la valutazione dei commissari e del Ministero della Salute la eventuale sostituzione o inserimento nelle regioni commissariate". Ribadendo in tal modo la permanenza dell'incompatibilità fra l'incarico di Governatore e di commissario ad acta con buona pace per Mario Oliverio che ha sempre sofferto e continua a soffrire per la mancata gestione della sanità.

Su tali presupposti quali sono gli scenari futuri. Verrà nominato un nuovo Commissario, verrà nominato un nuovo sub - Commissario da affiancare all'attuale Commissario Massimo Scura e quando si passerà dalle parole e dagli annunci ai fatti concreti?

Domande sinora senza risposta mentre la sanità continua a morire e mentre i cittadini utenti continuano a patire e, nel frattempo, i costi dell'emigrazione sanitaria continua a salire raggiungendo cifre mostruose. Come sempre mentre ci si litiga per cosa fare il paziente attende e nell'attesa giunge tranquillamente all'altro mondo. Come la sanità calabrese. Una grande vergogna senza fine.

Redazione

 

 

 

 

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