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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riprenderà oggi 14 maggio le consultazioni. Oggi pomeriggio vedrà separatamente i rappresentanti del M5s (alle 16.30) e della Lega (alle 18). Ieri vertice notturno tra il leader della Lega Matteo Salvini e il capo politico M5s Luigi Di Maio dal quale non sarebbe emerso, ancora, il nome del premier da indicare al capo dello Stato dopo che ieri i due partiti si sono detti pronti a riferire.

"Per rispetto delle prerogative del capo dello Stato - ha detto il parlamentare della Lega, Nicola Molteni - Matteo Salvini e Luigi di Maio, presenteranno il nominativo unico e secco. Unitamente al nome verrà presentata anche la bozza di contratto che sarà la base programmatica, la Bibbia rispetto alla quale il nuovo governo, se nascerà, troverà i dettami politici su cui muoverà i passi. Se Salvini e Di Maio hanno il nome? Credo proprio di sì. Se non fosse stato così non avrebbero chiamato il capo dello Stato dicendogli di essere pronti a salire al Colle e a conferire. Il premier rischia di essere marginale, con un programma già scritto? Io credo che sia stato coinvolto. Magari era anche seduto a quel tavolo, non date tutto per scontato".

Paolo Becchi, Docente di Filosofia del Diritto all'Università di Genova, ex collaboratore del M5S, ai microfoni di '6 su Radio 1' dice che il nome del premier c'è: "Il nome è stato trovato - dice Becchi - c'è fumata bianca ma bisogna aspettare che venga comunicato al Presidente Mattarella".

"L'astensione è certa. Stiamo riflettendo sulla non partecipazione al voto o addirittura sul voto contrario. Su queste due opzioni incideranno certamente la scelta del premier, la squadra dei ministri e il programma di governo. Anche se su quest'ultimo verificheremo se alle enunciazioni programmatiche può corrispondere la loro attuabilità in termini finanziari". Lo dice Renato Schifani, senatore di Fi, in un'intervista a Livesicilia sull'atteggiamento che Forza Italia avrà in Aula davanti ad un governo M5S-Lega.

 

 

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