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Siparietto gustoso e rilevatore del livello di scontro in atto nel Pd calabrese all'interno del noto e seguito talk - show "Non è l'Arena" condotto dal bravo Massimo Gilletti in onda su La/. Ospiti in studio Nicola Adamo, ex assessore regionale ed ancora oggi potente notabile del Pd calabrese nonché vero regista dell'epopea di Oliverio alla Regione, stagione cupa e deludente oltre che negativa per tutti i calabresi., ed il consigliere regionale Giuseppe Giudicendrea. Argomento da discutere la vergogna dei vitalizi e la proposta di legge per una rivisitazione degli stessi presentata dal consigliere regionale Giudiceandrea che ha destato ampie polemiche nello steso Pd.

In primo luogo a polemizzare lo stesso Nicola Adamo che da ex consigliere regionale per più legislature è destinatario di un bel vitalizio di circa 7.500 euro lordi. Elemento che nella trasmissione non è emerso, mentre per completezza di informazione era doveroso dover citare. Nessuno dei due ha dimostrato una grande capacità di districarsi dinanzi alle telecamere, soprattutto Nicola Adamo. Il che dimostra come in Calabria i ceti dirigenti dominanti siano stati sempre sopravvalutati. Uno scontro plateale che ha dimostrato il livello di guerra interna fino al punto tale che Antonio di Pietro, ospite fisso della trasmissione, giungerà a chiedersi se i due sono dello stesso partito.

Nicola Adamo, dopo aver detto di "aver visto nascere Giuseppe Giudiceandrea" e vi è da credersi anche se Giudiceandrea ha 51 anni, considerando che Nicola Adamo è in politica da sempre, una eternità e nella vita ha sempre fatto solo politica e considerando che Giuseppe Giudiceandrea è figlio d'arte essendo stata la madre, Rita Pisano, una nota esponente del vecchio Pci della presila cosentina, feudo comunista incontrastato, allora e feudo in declino del Pd di oggi considerato che il Pd in provincia di Cosenza ha ottenuto un misero 13,7%. Percentuale da non meravigliarsi considerato il livello dei suoi atavici e preistorici dirigenti che non hanno alcuna intenzione di cedere il passo alle nuove generazioni e che porteranno il Pd in Calabria all'irrilevanza politica.

Ad un certo punto lo stesso Adamo intima a Giudicendrea di stare zitto confondendo lo studio di Gilletti con una sezione del vecchio Pci cosentino dove un ordine del burocrate comunista Adamo era un ordine perentorio da eseguire senza protestare pena epurazione di stampo staliniano, politicamente parlando. E non è detto che Giudiceandrea non venga epurato ed espulso dal Pd calabro a trazione Oliverio - Adamo. E lo stesso Giudiceandrea ad esserne perfettamente consapevole. Ad un certo punto in trasmissione infatti afferma "Potete anche cacciarmi dal Pd, ma la gente deve sapere che i vitalizi degli ex consiglieri calabresi sono stati calcolati sin dall’inizio sui compensi lordi e non netti, come deve avvenire. Ecco perché gli importi percepiti oggi sono illegittimi".

Ma anche Giudiceandrea viene colto in fallo, infatti Antonio di Pietro, gli fa notare di essere capogruppo di un gruppo consiliare "Democratici progressisti" che costa 152.000 euro all'anno. (Tutti i gruppi consiliari gravano per due milioni di euro all'anno all'interno del grande dispendio di denaro che rappresenta la Regione Calabria). Lo show televisivo finisce on la promessa anche da parte di Nicola Adamo di rivedere la legge dei vitalizi. Questo si vedrà anche se sono in tanti i calabresi che si sono chiesti il perché della presenza di Nicola Adamo che non è consigliere regionale, non riveste formalmente alcun incarico di partito, ma poi, nei fatti, è sempre lui a comandare. Come sia possibile ancora tutto ciò nel 2018, quando oramai si parla di Terza repubblica con giovani come Di Maio che a soli 31 anni, è un mistero. Un mistero tutto calabrese.

Una regione immobile, tetra, allergica a qualsiasi cambiamento e da sempre governata da professionisti della politica che detengono il potere per secoli e secoli e che, prendendo il potere da giovanissimi, lo conservano per tutta la vita. Il Pd calabro gestito da tanti matusalemme ne è un plastico esempio. Giuseppe Giudiceandrea che ha 51 anni e che nel Movimento 5 Stelle sarebbe un quasi anziano nel Pd è ancora un fanciullino alle prime armi che alcuni dirigenti hanno visto nascere oltre mezzo secolo fa. Evidentemente il Pd calabro ha scoperto l'elisir di lunga vita. Per vivere a lungo vi è un solo segreto, mantenere il potere per sempre. Come diceva Giulio Andreotti, "il potere logora chi non c'è l'ha". In Calabria e nel Pd il potere rende longevi ed immortali.

Redazione

 

 

 

 

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