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Il Governatore Mario Oliverio non si smentisce mai. Infatti nell'immediatezza del tramonto dell'epoca renziana l'inquilino della cittadella regionale non ha esitato a passare da fans renziano ed estimatore dell'ex Ministro Martina, oggi reggente della segreteria nazionale del Pd. Ovviamente se dovesse essere eletto un nuovo segretario che non sia Martina il Governatore Oliverio non esiterà a passare immediatamente con il nuovo segretario nella logica di essere sempre e comunque sul carro del vincitore. Anche se parlare di vincitore in questo momento nel Pd è un eufemismo.

Infatti il Governatore Oliverio ha ammesso la sconfitta del Pd e non avrebbe comunque potuta fare diversamente. Anche se non ha ammesso nessuna colpa personale nonostante la Calabria abbia registrato un misero 14,3%, a fronte di un risultato nazionale del 18.7%, nonostante tutto il potere in Calabria sia targato Pd e non solo quello della Regione. Non ammettendo alcuna responsabilità ha comunque ricordato di essere "stato eletto dai calabresi per lavorare: sto cercando di farlo non senza difficoltà perché le condizioni sociali ed economiche della Calabria non erano e non sono semplici, stiamo invertendo un trend e i segnali ci sono. Ho lavorato molto in solitudine, benché rispetto alla gravità della situazione sarebbe stato necessario un soggetto attivo che avrebbe potuto animare e coinvolgere i territori.

Abbiamo supplito spesso alla mancanza di questa vita democratica: senza gettare la croce su qualcuno, bisogna però aprire una discussione seria, vera, e per quanto mi riguarda lo farò senza schemi. In questi tre anni difficili ho lavorato in solitudine assieme alla mia squadra che ringrazio. Devo rendere conto, del mio operato, solo ai calabresi: anzi, ricordo a me stesso che il mio certificato di origine sono le primarie. Non sono stato nominato da un’assemblea di partito, ma sono stato designato dalle primarie e anche contrastato. È stato forse il mio peccato originale, ma non dimentico che sono stato insignito dalla sovranità dei calabresi e solo a loro devo rendere conto del lavoro che stiamo portando avanti e sta producendo risultati nell’interesse di tutta la Calabria, non di una parte di essa o di un partito».

Oggi Oliverio, dopo la caduta di Renzi ricorda le primarie e ricorda di essere stato all'epoca contrastato dimenticando che nelle visite di Renzi in Calabria, quando Renzi era al comando del partito, il primo a braccarlo per stargli vicino a far notare un rapporto strettissimo era lo stesso Oliverio. Inoltre Oliverio dimentica che le primarie si sono celebrate nell'estate del 2014 e che, oggi, quel risultato è lontano mille anni - luce. Altro che insignito dalla sovranità dei calabresi. Se si dovesse votare oggi Oliverio prenderebbe una percentuale minore di quel misero 14,3% preso dal Pd.

Ovviamente, circondato dal suo cerchio magico, Oliverio è convinto di essere ancora benvoluto dai calabresi. L'augurio è quello che possa ricandidarsi così dall'esito delle urne si renderà conto di quale delusione ha rappresentato per i calabresi e soprattutto per quelli che nel 2014 lo hanno votato e che oggi ne sono amaramente pentiti. Inoltre Oliverio ha annunciato che "La giunta va rilanciata - ha ammesso Oliverio -. Sto riflettendo su come farlo mantenendo sempre ferma la bussola che è il bene dei calabresi e non certo l’appartenenza a questa o a quella bandierina. Politici o tecnici?

Sarà una giunta che risponde al criterio appena menzionato: io non ho mai abdicato dal fare le scelte in autonomia. Sono io a risponderne, come da dettato costituzionale e da mandato che mi è stato conferito dai calabresi, pertanto mi assumo tutte le responsabilità delle scelte che faccio. Anzi proprio per questo le faccio in piena libertà". Quindi, ancora annunci su annunci, mentre la Calabria continua a spopolarsi ed i problemi continuano ad aggravarsi. Ma i calabresi sono oramai abituati agli annunci alla Oliverio. Chi potrà mai dimenticare l'annuncio di volersi incatenare dinanzi Palazzo Chigi per la sanità. Ancora si attende l'incatenamento di Oliverio mentre tutti i calabresi hanno notato che, magicamente, il dramma della sanità è scomparso dall'eloquio del Governatore mentre prima ne discuteva tutti i giorni. Magie calabresi.


Redazione

 

 

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