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Il segretario regionale uscente del Pd, Ernesto Magorno, eletto al Senato da "nominato", cioè da capolista del listino plurinominale del Pd, quindi in una posizione sicura, in una lettera pubblicata dal un quotidiano on - line regionale rivendica la sua storia politica richiamando anche ad altri la responsabilità del crollo del partito.

E' indubbio che la responsabilità sia di tutta la classe dirigente del partito calabrese letteralmente crollato al 14,7%, una percentuale molto più bassa di quella nazionale ma è anche fuor di dubbio che la principale responsabilità deve essere addebitata a chi aveva il ruolo di vertice nella gestione del partito, quindi al segretario regionale, oggi dimissionario ma non perché vi sono state vere dimissioni, ma solo perché il mandato era giunto alla sua scadenza naturale il 23 febbraio scorso.

Un mandato deludente come deludente è stata tutta la deputazione del Pd della passata legislatura. Infatti a salvarsi dallo sterminio della legislatura uscente solo i due nominati capilista alla Camera e al Senato, Enza Bruno Bossio e, per l'appunto, Ernesto Magorno. Se i due fossero stati candidati in qualsiasi collegio uninominale sarebbero stati spazzati via come tutti gli latri dal ciclone del Movimento 5 Stelle che in Calabria ha conquistato ben 17 parlamentari su 30 grazie soprattutto al fallimento della deputazione del Pd e il sonoro fallimento della legislatura regionale a giuda Oliverio.

Purtroppo il Pd calabrese, se continuerà ad essere gestito dalla triade Magorno - Oliverio- Adamo non potranno che esservi sconfitte su sconfitte. Solo un reale rinnovamento ed una vera rottamazione potrà ridare smalto al Pd, ma questo, soprattutto in Calabria, è praticamente impossibile. Ma quello che tutti i calabresi attendono con sempre maggiore impazienza è l'appuntamento elettorale della Regione.

In quella occasione qualora dovesse ricandidarsi Mario Oliverio per come è altamente probabile allora il partito subirà una sconfitta dieci volte più dura e più cocente di quella subita il 4 marzo. Forse sarà l'occasione per liquidare definitivamente una storia politica deludente e fallimentare. Si potrà chiudere finalmente il sipario sulla più brutta e nefasta legislatura regionale della storia del regionalismo calabrese ed i calabresi potranno finalmente mandare a casa il peggiore Governatore della Calabria dal 1970 ad oggi.


Redazione

 

 

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