Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy

          

L'analisi post - elettorale del Ministro Marco Minniti, autorevole esponete del Pd è tranciante e, in n certo senso drammatica. Infatti Marco Minniti in una intervista rilasciata al quotidiano "La Stampa" arriva addirittura a prefigurare un rischio scomparsa del Pd se lo stesso dovesse giungere ad una dimensione da irrilevanza politica. Per Minniti "Per la prima volta c’è una drammatica fibrillazione del cuore pulsante della sinistra riformista: Emilia-Romagna, Umbria, Marche, in parte in Toscana. Tutto questo non era mai accaduto e significa che la fibrillazione del cuore riformista può alludere ad un collasso.

Ancora non ci siamo, ma il rischio vero si chiama irrilevanza politica del Pd. Per la prima volta il rischio di non farcela sta diventando consistente. Mentre le forze populiste, con un atteggiamento dichiaratamente euroscettico, hanno sfiorato il 55%: non c’è nessun Paese europeo con queste percentuali. La coalizione che ha appoggiato Orban in Ungheria ha raggiunto il 44”. Per Minniti le dimissioni di Renzi sono giustificate. "Di fronte ad una sconfitta, una leadership si assume le sue responsabilità davanti al suo popolo, sapendo perfettamente che non sono tutte sue.

Conoscendolo so che la sua decisione è frutto di un travaglio individuale, come è giusto che sia. Non ho mai creduto che questo travaglio potesse essere considerato post-datato. Lui è - e resta - un pezzo importante del Pd. È evidente che le responsabilità non sono solo sue”. Su una ipotetica alleanza con il Movimento 5 Stelle il Ministro Minniti non sembra essere entusiasta. "Sarà una mia ignoranza, ma non ricordo un partito che - dopo aver perso le elezioni - si sia affrettato a discutere di alleanze: si tratta di una questione che interpella chi ha vinto e non chi ha perso le elezioni. Se un partito, dopo 5 anni di governo, passa dal 25 al 18,7%, è evidente che gli elettori non ti hanno incoraggiato a continuare. Sarebbe una serafica strafottenza ignorarli. E se lo fai, il loro voto lo perdi per sempre. Il nostro compito è discutere delle ragioni di questa sconfitta”.


Redazione

 

Share/Save/Bookmark

SEGUI LA DIRETTA TV DI CALABRIA NEWS 24

« July 2018 »
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

Archivio Articoli

La Calabria vista da... Mario Greco