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Mai si sarebbe potuto pensare che un giorno a Cosenza, la città delle clientele, del voto di scambio, delle famiglie politiche eterne, degli uomini degli apparati un giovane trentenne fuori dalle logiche del potere avesse la forza di attrarre nonostante l'ora tarda ed il tempo inclemente una straordinaria folla di elettori desiderosi di votare 5 Stelle solo perché nauseati da un ceto politico ripugnante e maleodorante. Nel folto pubblico si respirava l'aria della rivalsa, del voto contro, del voto rancoroso contro coloro i quali hanno depredato la città finanche della speranza per le nuove generazione.

Probabilmente anche a Cosenza qualcosa è in cambiamento. La politica del voto di scambio non tira più. Non c'è più la merce di scambio. I soliti truffaldini non hanno più posti da affidare ai loro scagnozzi, non hanno più nulla da offrire. Pensano solo a loro stessi, solo alle loro famiglie. Troppi sono i delusi che non hanno avuto mai nulla che hanno aspettato l'elemosina invano. Troppi coloro i quali per cinque anni non sono riusciti neanche ad avere un misero colloquio con chi avevano votato con la speranza di essere ricevuti per ricevere la questua che gli era stata promessa con la solita lurida bugia.

Oggi, soprattutto a Cosenza, il voto al Movimento 5 Stelle rappresenta un voto contro i professionisti della politica, contro coloro i quali con la politica si sono arricchiti, hanno acquisito potere e lo detengono da decenni. Contro i personaggi squallidi dei politici del Pd, contro i cambiacasacca od ogni cambiamento di vento. Luigi Di Maio sa bene che i sondaggi affidano in Calabria percentuali di voti altissime ai candidati pentastellati e non ha alcuna importanza se sono giovani e sconosciuti. L'importante è che non siano sempre gli stessi, che non siano parte delle holding politiche che hanno affamato la Calabria da decenni. "Vi dico solo una cosa. Hanno fatto una legge elettorale per assicurare il caos e non la stabilità all’Italia. L’avevano fatta per mettersi insieme Pd e Forza Italia e fare il 51% ma ora quella percentuale non esiste più.

Ora hanno capito - ha affermato Di Maio - che il vero rischio è che per governare devono passare per il Movimento 5 Stelle". "Sono contento che tutti ci facciano le pulci. Ricordino però anche agli italiani che noi abbiamo restituito 23 milioni di euro, mentre le sanguisughe dei partiti non hanno restituito un euro. Invito quindi le sanguisughe dei partiti a fare un bonifico di almeno 140mila euro a parlamentare. Anche loro così potranno contribuire a creare nuove imprese e nuovi posti di lavoro. Siamo a loro disposizione per le istruzioni, sanguisughe che non sono altro».

Clima da Rock Star con l'auditorium Guarasci stracolmo di gente comune, senza politici professionisti, di gente che lavora, che vuole cambiare lontana dai partiti. Cori, standing ovation con tanto, tanto entusiasmo. Nell'incontro sono stati presentati i candidati nei collegi uninominali. Ha introdotto i lavori l'unica Europarlamentare calabrese, la pentastellata Laura Ferrara. Luigi Di Maio si è soffermato sui venti punti del programma interrotto da una sequela continua di applausi. "Siamo l'unica forza politica che fa sapere chi sarà il premier dopo il 4 marzo.

Sia centrodestra che centrosinistra - dice Di Maio - ancora non sanno chi sarà il presidente del Consiglio perché contavano che con la nuova legge elettorale di tenerci fuori. Ora è tutto diverso. Dovranno fare i conti con noi". E non è detto che in Calabria il 4 marzo possa essere una grande sorpresa per i pentastellati che già nelle politiche del 2013 presero il 24,9%, risultato che non insegnò nulla ai predatori della politica calabra. Il $ marzo potrebbe essere una grande sorpresa per tanti che oggi sono convinti di essere già eletti e che continuano, inspiegabilmente, a sottovalutare il vento impetuoso dell'antipolitica, dell'anticasta, del rancore che potrebbe convogliare in massa verso il vento che spira forte. Quello del Movimento 5 Stelle.


Redazione

 

 

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